La bilateralità è un valore aggiunto per imprese e lavoratori, ma è quasi sconosciuta

Confapi e Cgil, Cisl e Uil siglano un protocollo per la costituzione di Enfea e rilanciano il dibattito sugli enti bilaterali. Lavoratori e imprese in molti casi non usufruiscono delle prestazioni perché sanno poco o nulla della loro esistenza. Il 28 novembre open day a Malpensafiere

Generico 2018

Il nome poco accattivante non l’aiuta, ma la bilateralità è certamente uno strumento che dà risposte concrete ai bisogni dei lavoratori e delle imprese. La sua natura negoziale, in quanto prevista all’interno dei contratti collettivi nazionali, gli attribuisce anche un ruolo importante di confronto tra le parti sociali.
Cgil, Cisl e Uil
e Confapi hanno costituito Enfea ente bilaterale che eroga prestazioni per il sostegno al reddito, la famiglia, l’assistenza alla non autosufficienza, la formazione delle lavoratrici madri, lo sviluppo dell’apprendistato e la sicurezza in azienda. «Questo strumento non si sostituisce allo stato sociale – spiega Marco Tenaglia, presidente di Confapi Varese – ma nasce per andare incontro ai bisogni sociali. E poiché le risorse umane sono il motore trainante delle imprese questi strumenti diventano determinanti per consolidare il rapporto di lavoro».

Quando si parla di prestazioni erogate da un ente bilaterale come Enfea ci si riferisce a cose concrete. Qualche esempio: le aziende possono chiedere 600 euro per ogni apprendista in caso di conferma al termine del periodo di apprendistato. E ancora, 500 euro per la formazione delle lavoratrici che rientrano dalla maternità, 500 euro per l’inserimento di ogni lavoratore disabile, 900 euro per l’acquisto di defibrillatori e per la relativa formazione. Sul fronte dei lavoratori sono previsti: 500 euro una tantum nel caso abbiano maturato tra le 51 e le 100 giornate di trattamenti di integrazione salariale (cassa integrazione, ordinaria, straordinaria e in deroga), 500 euro per  l’utilizzo di servizi all’infanzia, 250 euro di contributo spese per la scuola materna, 1.000 euro per il conseguimento della laurea con il massimo dei voti, solo per citarne alcuni. Le prestazioni vengono erogate direttamente in busta paga e nel giro di un mese dalla richiesta.

C’è però un problema, comune a quasi tutti gli enti bilaterali: sia i lavoratori che le imprese in molti casi non usufruiscono di queste prestazioni perché sanno poco o nulla della loro esistenza, nonostante i contributi previsti dal contratto collettivo vengano puntualmente versati. «In edilizia – spiega Antonio Massafra, segretario provinciale della Uil – l’ente bilaterale viene finanziato per 5/6 dalle aziende  e per 1/6 dai lavoratori. Nel caso dell’edilizia però non ci sono problemi perché dopo quasi un secolo di storia l’ente bilaterale è entrato nel dna dei lavoratori e delle imprese. Negli altri settori la bilateralità si scontra invece con un problema di gestione che diventa difficile da sostenere economicamente a livello territoriale. Nella galassia di microimprese di cui è costellata la nostra provincia, che investimento ci vorrebbe per raggiungere i singoli lavoratori e far conoscere questo strumento?».

Il risultato della mancata richiesta delle prestazioni da parte di chi ne avrebbe diritto in molti casi si traduce in un accumulo di  piccoli tesoretti, a ben vedere neanche tanto piccoli. Secondo il presidente Tenaglia, ci sarebbe «un evidente problema di comunicazione» a cui si aggiunge il fatto che «non tutte le aziende che applicano il contratto collettivo sono iscritte a Confapi». La tecnologia potrebbe aiutare a superare questo gap informativo, rendendo più semplice e immediato l’approccio a chi deve richiedere le prestazioni previste dall’ente bilaterale. «Il nostro fondo è nazionale e intercategoriale – sottolinea Piero Baggi, direttore di Confapi Varese – ha una cassa centralizzata e la prestazione si può prenotare grazie a una piattaforma informatica nazionale, molto facile da usare».

Dopo oltre dieci anni di crisi economica e una recessione che fa sentire ancora oggi i suoi effetti, solo un sano confronto tra le parti sociali, che tra l’altro vantano una tradizione di solidi rapporti sul territorio, può aiutare a superare una fase di transizione complessa. «Questo protocollo – aggiunge Umberto Colombo, segretario provinciale della Cgil – serve a trovare strade diverse per dare una nuova prospettiva del lavoro a Varese, soprattutto nei contenuti perché le imprese stanno affrontando il passaggio al digitale. La nostra provincia potrebbe diventare da questo punto di vista un laboratorio interessante. Le potenzialità dell’ente bilaterale sono notevoli ecco perché bisogna conoscere questo strumento».

Ognuno dovrà fare la sua parte per diffondere il più possibile questo protocollo. «Noi avremo il compito di verificarne l’effettività  – spiega Roberto Pagano, responsabile Cisl dei Laghi – Questo è un modo di stare insieme intelligente ma è solo aumentando l’adesione delle imprese e dei lavoratori che si riuscirà ad ottenere una massa critica per far emergere lo strumento e il bisogno sottostante».

Quest’anno ricorre il centenario del primo ente bilaterale costituito in Italia, un anniversario che può essere una leva per far emergere questi temi. Nel 1919 nasceva a Milano l’ente bilaterale dell’edilizia, nel 1945 nascevano quelli di Varese, Como e Pavia. «Oggi la bilateralità va riscoperta soprattutto per sostenere i settori più polverizzati – aggiunge Antonio Massafra segretario provinciale della Uil – Veniamo da anni di disintermediazione selvaggia che ha generato sindacati e associazioni datoriali di comodo che siglano contratti pirata per abbassare le tutele dei lavoratori».

Confapi e Cgil, Cisl e Uil per approfondire  e promuovere la conoscenza degli strumenti della bilateralità, giovedì 28 novembre a partire dalle ore 9, organizzano a Malpensafiere un open day a cui parteciperanno esperti, sindacalisti, i vertici di Confapi provinciali e nazionali, il direttore di Upel e il Gruppo giovani imprenditori di Confapi. Nel pomeriggio si terrà una tavola rotonda con le parti sociali a confronto: Piero Baggi, direttore di Confapi Varese, Umberto Colombo segretario Cgil Varese, Francesco Diomaiuta della Cisl dei Laghi e Antonio Massafra segretario  Uil Varese. Modera il giornalista di Malpensa24 Andrea Della Bella.

(foto da sinistra: Piero Baggi, Marco Tenaglia, Umberto Colombo, Antonio Massafra e Roberto Pagano)

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 12 novembre 2019
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