Le fondazioni di Varese e Bergamo a braccetto nei prestiti a Malta

Da un articolo del Corriere della sera si apprende che la società Mata spa, a cui le fondazioni del Varesotto e il Molina hanno acquistato obbligazioni, avrebbe interessi immobiliari in città

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“Non sembra esserci nulla di penalmente rilevante, ma resta un quadro oggettivo di iniziative imprenditoriali come quella di Mata e non solo, che passano anche dalle due Fondazioni onlus”.

L’articolo uscito oggi sul Corriere della Sera solleva nuovi interrogativi sulle attività delle fondazioni comunitarie.

Ci sono diverse operazioni comuni tra Bergamo e Varese. Identiche erano le modalità operative che emergono, visto che i due presidenti Carlo Vimercati, deceduto da pochi mesi, e Luca Galli si muovevano in totale autonomia all’interno dei rispettivi consigli di amministrazione delle fondazioni. Entrambi le realtà hanno investito soldi nella Global capital, società maltese di cui si era occupato anche il settimanale L’Espresso.

“Una scelta fatta anche da Galli a Varese, – racconta Di Landro sul Corriere – ma non è chiaro per quale motivo le due Fondazioni, attive per il no-profit, dovessero lanciarsi in certi investimenti”.

Gli intrecci non si fermano a quello però perché, secondo quanto riportato dal quotidiano milanese, la fondazione bergamasca nel 2016 fece un prestito, come per il Molina, anche a Rete55 poi restituito due anni dopo.

Un altro capitolo riguarda la Mata spa che ha ricevuto soldi a titolo di obbligazioni sia dal Molina che dalla Fondazione del Varesotto per un totale di due milioni. Ora dall’articolo scopriamo che i legami sarebbero anche altri. Galli e Vimercati si erano succeduti alla guida della società milanese di cui abbiamo dato conto in altri nostri articoli. Dal virgolettato dell’avvocato Marco Eller Vainicher, che gestisce il trust della Mata, scopriamo che ci sono interessi diretti a Varese.

«I risultati di Mata con Vimercati sono stati eccellenti. Un palazzo di cinque piani nella zona di Porta Romana, a Milano, è stato abbattuto e rifatto, si tratta di appartamenti di lusso, tre per ognuno dei cinque piani». Un’operazione che potrebbe rendere anche più di 10 milioni. «La società detiene inoltre una porzione del castello di Belgioioso (Pavia) ed è titolare di un piano attuativo importante, a Varese, per un complesso residenziale con vista lago, su cui si può ora procedere».

Operazioni in parte finanziate con i soldi delle diverse fondazioni. Qualche dubbio sulla loro bontà era venuto al commissario del Molina che si era fatto fare studi approfonditi sulla solidità della società. Lo stesso era successo nella Fondazione comunitaria del Varesotto perché di fronte a una situazione non chiara il consigliere Michele Graglia si era dimesso.

“Tutte iniziative, – sempre come si può leggere dal Corriere – da Malta a Porta Romana, che passavano solo e unicamente dal presidente-fondatore della Fondazione della Comunità bergamasca onlus, con il Cda troppo spesso rimasto all’oscuro. Quel che resta è un ente fondamentale per la vita del no-profit e di tanti progetti in città e provincia”.

Varese e Bergamo attendono ancora di essere collegate dalla Pedemontana. Nel frattempo però si sono gemellate all’oscuro di tanti soggetti che si adoperano per azioni di solidarietà.

di marco@varesenews.it
Pubblicato il 19 novembre 2019
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