L’ex parroco che mette all’asta i suoi quadri per finanziare i restauri della storica chiesa

Don Gino Discacciati ha donato alla parrocchia che guidò per vent'anni una serie di dipinti: il ricavato andrà a favore della chiesa di San Pietro. Ecco come funziona la "asta silenziosa"

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Per quasi vent’anni, tra l’inizio dei Settanta e la fine degli Ottanta, don Ambrogio Discacciati – ma tutti lo hanno sempre chiamato don Gino – è stato parroco di Gemonio. Una presenza importante, all’interno del paese, un sacerdote capace di sostenere numerose iniziative nel corso del suo mandato, terminato poi per il suo trasferimento a Capiago Intimiano (Como).

Classe 1930, don Gino (nel frattempo divenuto monsignore) è tornato di recente a Gemonio in occasione della Sagra di San Pietro nel giugno scorso (è tradizione che la messa principale venga celebrata da un sacerdote legato al paese) e ha approfittato della visita per mettere a punto, in accordo con la Parrocchia, quella che è stata chiamata “asta silenziosa”. Una iniziativa con cui l’anziano prelato ha scelto di donare i quadri che ha collezionato nel corso degli anni in modo che possano essere messi all’asta: il ricavato servirà a svolgere una serie di sondaggi ed esami necessari per procedere alla ristrutturazione della facciata dell’antica chiesa di San Pietro, il tempietto romanico che è monumento nazionale e che si trova nella parte bassa del paese. Fino a quando questi esami non saranno svolti, non sarà possibile ricevere alcuna autorizzazione per procedere agli interventi di restauro che sono, ormai, necessari. (in alto: don Gino a sinistra con l’attuale parroco, don Silvio Bernasconi – foto Doride Sandri)

Ma come si svolge questa “asta silenziosa”? Nel corso di tre weekend (23-24 novembre, 30 novembre-1 dicembre, 7-8 dicembre) nel salone dell’oratorio di piazza Vittoria saranno esposti i quadri in vendita: ognuno sarà corredato da una scheda tecnica con le principali indicazioni e da una cifra che corrisponde alla valutazione di mercato e che fungerà da base d’asta. Nel corso delle sei giornate, chi fosse interessato ad avanzare la propria offerta potrà comunicare il nominativo e l’importo ai responsabili dell’iniziativa che saranno tenuti alla massima riservatezza.

Al termine di questo periodo quindi, la parrocchia di Gemonio aggiudicherà ogni dipinto al miglior offerente – il quale resterà anonimo – e utilizzerà l’intero ricavato a favore della chiesa di San Pietro alla quale, in questo modo, sarà per sempre legato anche il nome di don Gino, non solo per la sua attività di parroco ma anche per un gesto assai ammirevole. E altrettanto amorevole.

Una serata dedicata all’antico altare che è tornato a splendere

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 22 novembre 2019
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