Studenti e professionisti insieme per creare la “buona architettura” del domani

Ci sarà anche il presidente nazionale dell'ordine al Convegno "Abitare il paese, l'architettura condivisa. La scuola e l'arte del progettare nei processi di trasformazione della città sostenibile" che si terrà il 5 dicembre alle Ville Ponti. Coinvolti studenti e professionisti

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Ci sarà anche il presidente nazionale dell’ordine degli architetti a Ville Ponti, per raccontare e dibattere del ruolo determinante che ha la “buona architettura” nel contribuire a determinare una migliore qualità di vita delle persone.

Il Convegno “Abitare il paese, l’architettura condivisa. La scuola e l’arte del progettare nei processi di trasformazione della città sostenibile” che si terrà il 5 dicembre alle Ville Ponti di Varese ed è organizzato dall’Ordine degli Architetti PPC Provincia di Varese sarà l’atto conclusivo della prima edizione del Progetto “Abitare il Paese. La cultura della domanda – I bambini e i ragazzi per un progetto di futuro” realizzato dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e dalla Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi, che rientra in una serie di eventi finalizzati al dibattito sul ruolo determinante che ha la “buona architettura” nel contribuire a determinare una migliore qualità di vita delle persone in linea con i nuovi modelli di città e società super-connessa che vanno sempre meglio delineandosi.

Nel 2050 quasi il 70% della popolazione mondiale vivrà in città. La sfida, per il futuro, è quindi quella di realizzarle a misura d’uomo, adattabili ai sempre nuovi scenari, soprattutto in termini di crescita e di sviluppo compatibili con la tutela dell’ambiente. Nasce, dunque, l’esigenza di una architettura come bene collettivo che abbia come fine quello di migliorare la vita delle persone; farla entrare nelle scuole significa generare una cultura della domanda di qualità.

«Un ambiente urbano in evoluzione, dunque, – spiega l’architetto Annalisa Capuano, consigliere dell’Ordine degli architetti di Varese e responsabile del Progetto “Abitare il Paese” – Entro il quale innovazione tecnologica e sociale si fondono ed in cui le politiche locali divengono sempre più a misura d’uomo così da promuovere il capitale umano e la sua realizzazione attraverso processi collaborativi. La progettazione architettonica dovrà assumere il ruolo di agente propulsivo di dinamiche virtuose di inclusione sociale attraverso la dissoluzione delle barriere urbane determinate dalla frammentazione e dalla disgregazione con l’applicazione di modelli di riorganizzazione dello spazio capaci di determinare coesione sociale».

ANCHE GLI STUDENTI DEL LICEO SCIENTIFICO FERRARIS COINVOLTI NEL PROGETTO

«Abbiamo coinvolto – continua l’architetto Capuano – i ragazzi del quarto anno del Liceo Scientifico Statale Galileo Ferraris di Varese, grazie anche alla collaborazione dell’allora Preside Giuseppe Carcano, attuale Provveditore agli studi di Varese ed il professor Antonio Pizzolante, nella realizzazione di un lavoro di studio che implicava, da parte loro, la presa di coscienza dell’importanza che ha “l’architettura della città” sulla crescita sociale dei giovani nonché sui meccanismi che operano nell’influenzare la loro idea di appartenenza ed adeguatezza pubblica. Il nostro motto è stato “conoscere per ri-contestualizzare”, spostare l’attenzione, il punto di vista, per formulare nuove teorie e nuove visioni capaci di spostare l’asticella del progresso (inteso come stato di benessere condiviso) un po’ più in alto ed in avanti».

In occasione del convegno saranno presentati i risultati della prima edizione del Progetto che ha visto la partecipazione di Varese e di altre 32 realtà territoriali (oltre 1500 bambini e ragazzi tra i tre ed i diciotto anni di 53 scuole di ogni ordine e grado, 87 classi, 60 architetti/tutor, 33 referenti degli Ordini Territoriali degli Architetti in 33 realtà territoriali). ​Il Progetto degli studenti varesini è stato selezionato, insieme ad altri 7 su 87 presentati da tutte le Scuole italiane, come progetto pilota per la seconda edizione.

La seconda edizione del Progetto, che vedrà ancora Varese in prima fila, avrà una diffusione capillare su tutto il territorio con l’obiettivo di diventare un’occasione di confronto continuo tra architettura e scuola.

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Innanzitutto, l’evento finale si terrà il 5 dicembre dalle 15 a Varese presso la Sala Napoleonica del Centro Congressi Ville Ponti in Piazza Litta 2, organizzato dall’Ordine degli Architetti PPC Provincia di Varese,

Introduzione:
Annalisa Capuano
Consigliere Ordine Architetti PPC Provincia di Varese, referente Abitare il Paese

Interventi:
Attilio Fontana
Presidente Regione Lombardia

Davide Galimberti
Sindaco di Varese

Elena Brusa Pasquè
Presidente Ordine Architetti PPC Provincia di Varese

Giuseppe Capocchin
Presidente Consiglio Nazionale Architetti PPC
Walter Baricchi
Consigliere Consiglio Nazionale Architetti PPC

Giuseppe Carcano
Provveditore agli studi di Varese

Beniamino Servino
Architetto

Riccardo Blumer
Architetto e Direttore USI Accademia di architettura Mendrisio

Paolo Iotti e Marco Pavarani (Studio Iotti+Pavarani)
Architetti

Moderatore:
Giorgio Tartaro
Giornalista di architettura

Coordinamento scientifico:
Annalisa Capuano, Angela Baila, Manuela Magnaghi

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 novembre 2019
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