“Tommy sapeva correre“: arriva in Valle Olona il libro che gira l’Italia in bici

Il libro che racconta la storia di un ciclista di 14 anni vittima di un incidente, sta girando l’Italia in bicicletta e ha fatto tappa a Gorla Minore da Ugo Menoncin

Gorla Minore: l'arrivo dell libro Tommy sapeva correre

La passione per il ciclismo, i sogni di un ragazzino di 14 anni, l’amore della sua famiglia per lui, ma poi l’incidente, la bicicletta a terra, la corsa in ospedale e la tragica fine di una vita.

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Una storia che avrebbe potuto chiudersi solo con dolore e rabbia, ma che ha saputo trasformarsi in un messaggio di speranza, capace di unire persone lontane. “Tommy sapeva correre“, il libro scritto dal giornalista Paolo Alberati, che racconta la vicenda di Tommaso Cavorso e dell’amore per lo sport che ha caratterizzato la sua vita ha fatto tappa anche in Valle Olona.

Da qualche anno il libro sta girando l’Italia in sella a una bicicletta: in una lunga staffetta, è trasportato da una casa all’altra da ciclisti di ogni età, che, dopo aver  letto il libro, lasciano una dedica sul quaderno allegato; un piccolo “diario di viaggio” in cui sono raccolti pensieri, dediche e firme di coloro che entrano in possesso dell’opera. Un bellissimo viaggio che dopo la tappa in Valle proseguirà, portato dall’amore, dall’affetto e da una sincera passione per la bici. La stessa che animava Tommaso.

Fra le sue peregrinazioni, “Tommy sapeva correre” è anche giunto a casa del gorlese Ugo Menoncin. “«E’stato un grande onore ricevere il libro – confida Menoncin, che ha alle spalle una lunga carriera come allenatore di ciclismo femminile – e poter lasciare anche la mia testimonianza. Il libro racconta della vicenda di Tommy, morto nel 2010 durante un allenamento, e racconta dei sogni di quel ragazzino: sono perfino riportati i fumetti che lui amava disegnare. Nel diario allegato c’era di tutto, decine di dediche, da lunghi pensieri a semplici saluti pieni di affetto, uniti all’indicazione del luogo e del giorno in cui il libro aveva fatto tappa. Una volta concluso il “giro”, diario e libro saranno portati alla chiesetta del Ghisallo, luogo caro a tutti i ciclisti, affinché chiunque possa leggere di lui. Io ho scritto un pensiero per Tommy e per tutte le persone che abbiamo nel cuore e che purtroppo ci hanno lasciato, come Valeria Cappellotto». Valeria, venuta a mancare qualche anno fa, insieme alla sorella Alessandra fu una delle tantissime atlete che Menoncin ha allenato nella squadra gorlese della JuGreen: vincitrici anche di premi importanti e rimaste nel cuore del loro allenatore.

«E’ stata Alessandra (prima italiana a diventare campionessa del mondo su strada, ndr) a coinvolgermi in questo ‘tour virtuale’ del libro su Tommy. Il libro mi è stato consegnato da un ciclista della Val di Susa, dopo la tappa a Gorla da me, andrà in bicicletta a Forlì, portando con sé il mio pensiero”. Un ‘tour virtuale’ che vuole avere anche l’obiettivo di indurre una profonda riflessione sulla sicurezza stradale: “Lo scopo è quello di aumentare la sensibilità diffusa verso questo sport. Il ciclista deve riappropriarsi della dignità che gli spetta; ammetto che ci siano gruppi indisciplinati, che invadono la carreggiata, ma in generale chi è al volante vede le biciclette come un ostacolo, senza rendersi conto di quanto siamo vulnerabili”. Un obiettivo importante, che Alessandra Cappellotto ha cercato di concretizzare anche con una battaglia legislativa, per introdurre, nell'articolo 149 del codice della strada, l’obbligo, che fuori dai centri urbani, il sorpasso dei velocipedi debba avere una distanza laterale di almeno 1,5 metri. Battaglie importanti, che si diffondono anche grazie alla pagina Facebook dedicata a ‘Tommy sapeva correre e a questo ‘giro d’Italia’ che il libro sta compiendo. «Oltre a spronare la legislazione e a cercare, al contempo, di convincere gli automobilisti a guardare con occhi diversi i ciclisti – sottolinea Menoncin – tutta questa partecipazione sta unendo gente che non si sarebbe mai incontrata. Durante la consegna del libro, ad esempio, io mi sono fermato a chiacchierare con persone che non avrei mai avuto modo di conoscere, che condividono la mia stessa passione per il ciclismo. Grazie al ricordo di Tommy è stato possibile tutto ciò”.

 

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Pubblicato il 16 novembre 2019
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