Torna il Premio Arti Visive. “Una riflessione sulla contemporaneità”

Il comune di Gallarate e il Maga hanno chiuso l’ultima edizione ‘urban mining’, e hanno presentato la XXVI, in scena nel 2020

Premio arti visive Gallarate

“Il premio compie quest’anno 70 anni ed è l’unico in Italia no stop: gli altri, anche più quotati, hanno avuto sempre qualche interruzione”. Il presidente Giovanni Orsini ribadisce subito l’importanza del premio nazionale Arti Visive di Gallarate, nella conferenza stampa che, contemporaneamente, chiude la XXV edizione dal titolo ‘Urban mining’ e apre la XXVI.

Il premio, nato appunto nel 1949, accompagnò all’inizio la nascita della Galleria d’Arte Moderna, e quindi, nel 2009, il Maga, arricchendone le collezioni. L’ultima edizione, apertasi nel 2016, è stata particolarmente proficua: diversi artisti premiati hanno avuto riconoscimenti importanti in Italia e nel mondo: “Ludovica Carlotta – spiega Alessandro Castiglioni, che ha accompagnato Emma Zanella nella segreteria – è stata una delle poche artiste italiane a esporre alla Biennale di Venezia; Ettore Favini ha vinto il concorso indetto dal Comune di Milano per realizzare opere d’arte contemporanea che si ispirassero a Leonardo da Vinci, in occasione dei 500 anni dalla sua morte. E poi Marzia Migliora, che insieme al Maga ha vinto l’Italian Counsil”. 

La nuova edizione si apre con un cambio al vertice: Emma Zanella, dopo 27 anni e ben 10 edizioni, lascia la segreteria a Marina Bianchi. La direttrice del Maga si è detta “più che soddisfatta per il lavoro fatto. Ho iniziato a lavorare per il Premio nel 1982 da promotrice. Eravamo quasi tutti volontari, ma ci davamo da fare. Ora sarò felice di accompagnare Bianchi e aiutarla come posso”. “Di formazione sono architetto – dichiara la nuova segretaria, senza nascondere un po’ di emozione – e adesso devo calarmi in una realtà diversa. Ma non vedo l’ora”.

La XXVI edizione del Premio Arti Visive coinciderà con la nascita, nel 2020, del nuovo Polo culturale; il progetto dell’amministrazione Cassani che prevede l’accorpamento della biblioteca e il Maga. “Ma non lo si chiami trasferimento”, avvertono all’unisono il sindaco e l’assesssore Mazzetti. “La nostra idea è fare un polo culturale; sul Sole 24ore di pochi giorni fa si rifletteva sul ruolo delle biblioteche, e sul fatto che devono rinnovarsi. Oggi le biblioteche devono avere un ruolo sociale e una visione più ampia. E la nascita del polo culturale è una scelta in tal senso”. La data di apertura, secondo il sindaco, dovrebbe essere l’estate 2020.

di caccianiga.marco@yahoo.it
Pubblicato il 07 novembre 2019
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