Un ponte di libri: il sogno di Jella Lepman raccontata dall’Insubria a Busto Arsizio

Un convegno per la figura della donna ebrea che nel Dopoguerra dedicò i suoi sforzi all'educazione dei più giovani. Partendo dalla Germania

Generico 2018

“Jella Lepman. Un ponte di libri” è la mostra-convegno in programma venerdì 15 novembre a Busto Arsizio, dalle 9 alle 18 nella sala conferenze del Museo del Tessile, una proposta dell’Università dell’Insubria e del Sistema bibliotecario Busto-Valle Olona.

L’idea e il coordinamento sono della Commissione legalità del Centro internazionale insubrico che, con il sostegno del Comune di Busto e in collaborazione con Ibby Italia, prevede anche attività di formazione, incontri nelle scuole del territorio e dodici conferenze dei docenti del corso di Storia e storie del mondo contemporaneo dell’Insubria.

Con una ventina di pannelli e una serie di approfondimenti storici, filosofici, sociali ed educativi, si racconta la figura di Jella Lepman, una giornalista ebrea perseguitata dai nazisti e fuggita con i suoi due figli da Stoccarda a Londra nel 1935, che trova nella Germania distrutta del 1945 la propria missione: contribuire a costruire per la nuova generazione un mondo migliore e più pacifico. Per farlo la Lepman, consulente per le questioni culturali ed educative di donne e bambini nella zona di occupazione americana, crea la metafora “un ponte di libri” (che è anche il titolo della sua autobiografia): richiede donazioni della migliore letteratura per ragazzi agli editori di venti paesi per organizzare una mostra libraria internazionale e successivamente fonda, proprio 70 anni fa, la Internationale Jugendbibliothek, luogo di libertà, dove i bambini e i ragazzi avevano diritti e potevano esprimere i propri pensieri, dove si leggeva, dipingeva, recitava, giocava e discuteva.

Sottolinea Fabio Minazzi, ideatore del progetto Giovani Pensatori di cui fa parte l’iniziativa: «Con questo progetto su Jella Lepman si vuole rispondere ad una necessità: conoscere e trovare, attraverso le vite di donne e di uomini, le chiavi d’accesso alla storia».
«Quale modello di una efficace sostenibilità sociale e culturale, Lepman può condurre tutti noi, addetti a servizi educativi mirati alla formazione civile, verso una soluzione epocale: guidare i giovani al recupero di valori condivisi volti alla tutela del patrimonio comune» dice Stefania Barile, coordinatrice della Commissione legalità.
«La cultura si afferma oggi sempre più come arma contro ogni forma di degrado» commenta Manuela Maffioli, vicesindaco e assessore alla Cultura di Busto Arsizio, nonché presidente del Sistema bibliotecario. «Accogliamo quindi con favore questo progetto che rafforza le azioni di promozione della lettura».

Al convegno del 15 novembre, che è aperto al pubblico, accanto ai docenti dell’Insubria Fabio Minazzi e Antonio Orecchia intervengono: Christina Mortara, nipote della Lepman; Anna Patrucco Becchi, traduttrice della sua autobiografia; Silvana Sola e Franco Fornaroli, presidente e vicepresidente di Ibby Italia; Cristina Boracchi, dirigente scolastica del liceo Crespi di Busto; Tiziana Zanetti, esperta di diritto dell’arte; Gigliola Alvisi, autrice di un romanzo per ragazzi “Una rivoluzione di carta” ispirato alla vita della Lepman; l’illustratore Ettore Antonini. Nella pausa è previsto un rinfresco organizzato dal Centro di ristorazione Enaip Lombardia di Busto Arsizio, mentre chiude la giornata la performance musicale degli studenti del Liceo Pina Bausch.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 novembre 2019
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