Varese con Te e fondazione Molina insieme per rendere più “dolce” il fine vita

L’associazione Varese con Te ha deciso di cofinanziare con la Fondazione Molina Onlus la realizzazione di un progetto dedicato ai familiari e agli operatori coinvolti nell’assistenza di persone nella fase di fine vita nelle loro strutture

Varese con te e fondazione Molina

L’associazione Varese con Te ha deciso di cofinanziare con la FondazioneMolinaOnlus la realizzazione di un progetto dedicato ai familiari e agli operatori coinvolti nell’assistenza di persone nella fase di fine vita nelle loro strutture.

«Questo accordo segue innanzitutto la nostra prima finalità, cioè quella della collaborazione con altri enti specializzati alla cura alla persona – spiega Guido Bonoldi, presidente della fondazione Molina – Una finalità che abbiamo già raggiunto con gli accordi siglati con Ballafon e Varese Alzheimer, e ora con Varese con te. Ma raggiunge anche una seconda finalità, quella dell’attenzione alle cure palliative dei pazienti a fine vita: il tema dell’accompagnamento in questa fase della vita, del paziente e dei suoi parenti, sta diventando fondamentale, come sta diventando fondamentale su questo argomento anche il supporto ai nostri operatori che si confrontano quotidianamente con questi eventi»

Il supporto, attivo a partire da gennaio 2020, vedrà l’intervento di una psicologa clinica e neuropsicologa a supporto di pazienti e famigliari, la dottoressa Silvia de Battisti, e di un medico specialista in psicologia clinica e psicoterapia, il professor Pierluigi Pezzotta, che sarà di supporto e formazione per gli operatori del Servizio Educativo e del Servizio Sociale della Fondazione Molina attualmente a disposizione dell’utenza.

«Varese con te è nata nel 1992 (Su iniziativa di alcuni Club Service della città:Rotary Club Varese, Rotary Club Varese – Verbano, Inner Wheel, Soroptimist e l’immediata adesione della Lega Italiana Lotta contro i Tumori e della Caritas Decanale, ndr) proprio con lo scopo di assistere a domicilio gratuitamente i malati oncologici e i loro famigliari – spiega il presidente dell’associazione Michele Graglia – In uno scenario però molto diverso: allora non esistevano realtà che assistevano in maniera specifica i malati terminali. Per questo ha iniziato a svolgere la propria opera ricevendo grandi riconoscimenti. nel frattempo però sono nate altre realtà, anche nella sanità pubblica. Quindi abbiamo pensato di guardarci in giro per continuare a fornire il nostro valore condividendolo. l’esperienza maturata, la conoscenza, la disponibilità dei volontari e la voglia di continuare a condividere ci ha fatto allargare la nostra attività. Questo ne è un esempio importante».

Il progetto prevede una spesa di 20mila euro nel primo anno, onere che si divideranno a metà l’associazione e la fondazione: «Ma speriamo che il modello sia replicabile anche negli anni a venire» ha sottolineato Bonoldi.

«L’obiettivo è la valorizzazione della qualità di vita del malato, dei suoi familiari e dell’intera équipe multiprofessionale, introducendo la presa in carico del dolore in tutti i pazienti, specialmente in quelli affetti da malattie degenerative, o in fase avanzata, per i quali ogni terapia per la guarigione o la stabilizzazione della patologia non risulta possibile spiega Elena Sartorio, Project Manager – Il numero sempre crescente di ospiti con carico assistenziale e sanitario importante lo rende particolarmente attuale».

Dei circa 500 residenti del Molina, le persone potenzialmente interessate dal progetto sono il 10-20% circa, a cui si devono aggiungere i parenti e gli operatori che li seguono. «per questo dare una risposta umana e qualificata è fondamentale».

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 12 novembre 2019
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