Vernici e resine senza segreti per i ragazzi della “Dante”

Gli alunni della terza F e terza E della scuola media "Dante" di Varese hanno fatto vista alla Galstaff Multiresine di Mornago

Si può essere curiosi di sapere come viene prodotta una vernice?  A quanto pare sì. I ragazzi di terza media della scuola “Dante” di Varese, terza F e terza E, hanno fatto visita questa mattina, giovedì 14 novembre, alla Galstaff Multiresine di Mornago e hanno sommerso di domande i responsabili dell’azienda.

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La visita era inserita all’interno del progetto Pmi Day, la decima edizione del programma di orientamento organizzato dal Comitato piccola industria di Univa.

Tra le tante aziende che hanno aperto le porte ai ragazzi, anche quella di Mornago, una realtà storica, nata attorno agli anni Sessanta che oggi conta tre sedi, quasi 150 dipendenti e oltre 80 milioni di fatturato.

Non è facile “raccontare” di resine sintetiche e chimica ad un gruppo nutrito di tredicenni: nessuna visita guidata agli impianti per motivi di sicurezza, quindi Luca Mandelli operation manager dell’azienda e Viviana Corbellini, regulatory affair manager, hanno spiegato con l’ausilio di video, come funziona la produzione di vernici.

«Esportiamo in Nord Africa, Asia, India, Brasile – ha detto Luca Mandelli – I nostri prodotti sono distribuiti in tutti i mercati mondiali. Ci avvaliamo di un gruppo di ricercatori e tecnici .
Le risorse impegnate per la sicurezza e l’ambiente sono elevate e in continuo adeguamento rispetto alle normative in vigore.
L’organizzazione tecnica, produttiva e di servizi è, da anni, certificata secondo le norme di gestione della qualità totale, che assicura uno standard verificato ed in continuo miglioramento».

Ed è stato questo l’aspetto che ha colpito di più gli studenti della Dante, interessati a cercare di capire “cosa fare da grandi”.

Si è parlato persino di “economia circolare”, di emissioni, di sicurezza sul lavoro. Tanti temi che hanno solleticato la curiosità dei ragazzi. «Abbiamo massima attenzione all’ambiente – è stato spiegato agli alunni della “Dante” – Non possiamo riciclare gli scarti ma possiamo ricavare prodotti dal petrolio».

La lavorazione delle vernici e delle resine è governato attraverso i computer che consentono di tenere sotto controllo ogni singolo passaggio ed intervenire a distanza.

Ma non è solo la tecnologia a fare la differenza in un’azienda storica come la Galstaff: di rapporti, di equilibrio tra le persone e l’ambiente circostante ha parlato il presidente e fondatore ingegnere Paolo Tancini: «Dell’impresa fanno parte le persone che sono un patrimonio, esattamente come gli impianti innovativi. Un’azienda deve integrarsi e vivere nell’ambiente e nella realtà complessiva che l’accoglie: la tecnologia, i finanziatori, le associazioni di categoria, la tutela dell’ambiente sono tutti aspetti che devono rispettare un delicato equilibrio».

«È stata la nostra prima esperienza con studenti così giovani – ha concluso Luca Mandelli – Abbiamo deciso di aprire la nostra azienda ai ragazzi e mostrare il lavoro che facciamo». E chissà mai che alcuni di loro, per una “strana alchimia”, decidano di fare della chimica il mestiere di domani.

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Pubblicato il 14 novembre 2019
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