“Abitare il Paese”: la prima volta del presidente nazionale degli architetti a Varese

Un ampio dibattito sul futuro delle città e una mostra che ha coinvolto centinaia di studenti di tutta Italia sono state il fulcro del convegno organizzato dall'ordine degli Architetti

Abitare il paese - foto di Stefano Anzini

E’ arrivato per la  prima volta nella città giardino il presidente nazionale degli architetti Giuseppe Capocchin: ad attenderlo, circa trecento architetti intervenuti a seguire il convegno “Abitare il paese, l’architettura condivisa. La scuola e l’arte del progettare nei processi di trasformazione della città sostenibile” che si è tenuto in sala napoleonica alle ville Ponti.

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Atto conclusivo della prima edizione del Progetto “Abitare il Paese. La cultura della domanda – I bambini e i ragazzi per un progetto di futuro” realizzato dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e dalla Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi, l’incontro è stato anche occasione per fare il punto sulla “Cultura della domanda di qualità”: «Non è possibile fornire un lavoro di qualità ai committenti, se il committente non sa nemmeno qual è la qualità –  ha sottolineato Il presidente Capocchin –  Per questo ci siamo innanzitutto rivolti alle scuole, anche agli studenti più piccoli: perchè per creare una cultura bisogna partire da piccoli».

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Il dibattito ha visto susseguirsi, oltre al presidente nazionale,  Annalisa Capuano, la referente varesina  del progetto nonchè consigliere Ordine Architetti PPC Provincia di Varese, Elena Brusa Pasquè Presidente dell’Ordine Architetti PPC Provincia di Varese, Riccardo Blumer Architetto e Direttore dell’Accademia di architettura Mendrisio, Walter Baricchi Consigliere Nazionale dell’Ordine, gli architetti Beniamino Servino, Paolo Iotti e Marco Pavarani. Tra riflessioni sulla professione e suggestioni sulla natura della città, il dibattito – moderato dal giornalista di architettura Giorgio Tartaro – è stato intenso e partecipato,  e tecnica e filosofia di vita si sono naturalmente intrecciate.

Tra le istituzioni intervenute, l’assessore all’urbanistica della Regione Lombardia  Pietro Foroni e l’assessore all’urbanistica della città di Varese Andrea Civati: che ha parlato di scuole cittadine, come ha ribadito anche il Provveditore agli studi di Varese  Giuseppe Carcano: in un’ottica di partecipazione democratica, ma anche di progettazione e riqualificazione futura. Perchè: «A Varese, come nel resto d’Italia,  si assiste a una impressionante fenomeno di denatalità»

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Il convegno è stata anche occasione per presentare i risultati della prima edizione del Progetto che ha visto la partecipazione di Varese e di altre 32 realtà territoriali: nelle sale superiori è stata anche allestita una mostra,  che ha svelato parte dei risultati raccolti negli istituti in tutta Italia.

​Il Progetto degli studenti varesini è stato selezionato, insieme ad altri 7 su 87 presentati da tutte le Scuole italiane, come progetto pilota per la seconda edizione. La seconda edizione del Progetto, che vedrà ancora Varese in prima fila, avrà una diffusione capillare su tutto il territorio con l’obiettivo di diventare un’occasione di confronto continuo tra architettura e scuola.

 

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Pubblicato il 05 dicembre 2019
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