All’Olga Fiorini la moda diventa sostenibile con la raccolta di abiti usati

Il progetto “Moda sostenibile” con Humana è stato proposto ai ragazzi di quinta per sensibilizzarli sul costo umano e ambientale della cosiddetta fast fashion. In 7 giorni raccolti 160 kg di abiti usati

raccolta abiti usati acof

Dallo scorso 5 dicembre presso l’Istituto Acof Olga Fiorini di Busto Arsizio è attiva una raccolta di abiti usati, promossa dalla classe 5^ Tecnico Moda e sostenuta da Humana People to People Italia. Dopo un incontro con i collaboratori di Humana in cui sono state presentate le attività dell’organizzazione umanitaria, i ragazzi hanno posizionato all’interno dell’edificio scolastico degli appositi contenitori destinati alla raccolta di abiti usati.

Per un’intera settimana tutti gli studenti dell’Istituto hanno potuto aderire all’iniziativa donando i propri indumenti con la consapevolezza di poter offrire loro una nuova vita. I capi raccolti, circa 160 kg, sono stati poi ritirati da Humana, che dal 1998 si occupa di rivendere gli abiti usati presso la propria rete di 440 negozi solidali collocati in tutta Europa, ottenendo così i fondi necessari per sostenere progetti nel Sud del mondo e creare più di 2.000 posti di lavoro.

Questa iniziativa rientra nel progetto “Moda sostenibile” proposto ai ragazzi di quinta, con l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti sul costo umano e ambientale della fast fashion, di promuovere modelli di consumo alternativi e consapevoli e di progettare capi d’abbigliamento, che attraverso il riutilizzo e l’upcycling di abiti usati, rispettino le risorse a disposizione e l’ambiente. I ragazzi infatti effettueranno nel corso dell’anno scolastico la rielaborazione creativa di alcuni abiti raccolti.

“Humana People to People Italia ha accolto con piacere il progetto proposto dall’Istituto Scolastico Olga Fiorini poiché riteniamo fondamentale sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza di dare una seconda vita agli indumenti che non utilizzano più. La scuola non è solo un edificio ma un luogo di formazione, partecipazione e cittadinanza attiva», spiegano i responsabili dell’organizzazione.

«È quindi fondamentale che i ragazzi diventino dei cittadini consapevoli dell’impatto positivo che le loro azioni possono generare. Grazie ad una raccolta straordinaria di indumenti usati realizzata all’interno della scuola, gli studenti sono stati coinvolti direttamente in un’attività di lotta allo spreco, con importanti benefici sociali e ambientali. Siamo estremamente contenti dell’entusiasmo con cui i ragazzi hanno partecipato all’iniziativa».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 dicembre 2019
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