Grazie da tutta Varese ai soccorritori del 118

Grande folla alla festa per ringraziare quanti, quotidianamente, assicurano impegno e professionalità sui mezzi del soccorso sanitario, medici, infermieri, tecnici, centralinisti e volontari

Festa del 118

« Pronto, il mio papà ha avvelenato la mamma…».
È un bimbo di quattro anni al telefono. L’operatore del 118, con voce calma e tranquillizzante, cerca di ottenere informazioni:
“Da dove chiami bimbo?”
“Da Gessate”
“E in quale via abiti?”
“Non lo so… Lo chiedo alla mamma…mamma, mamma…. non risponde”.

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Pochi elementi, l’urgenza di un intervento che deve salvare una vita. Un bimbo troppo piccolo per gestire questa tragedia. L’operatore non ha alternative: chiama i carabinieri che si rivolgono all’operatore telefonico. Così, nel giro di qualche ora, la chiamata viene localizzata. Parte l’intervento: viene trovata la donna stesa a terra, ormai in condizioni disperate.

Quell’intervento drammatico, uno dei tanti che quotidianamente gestiscono nelle diverse centrali del 118, è stato ricordato ieri sera nella Sala Campiotti della Camera di Commercio a Varese, durante la serata voluta per ringraziare quanti quotidianamente prestano la loro opera per le emergenze sanitarie.

Professionisti e volontari, uniti in un sistema che oggi, a dieci anni dall’attivazione del 112Nue, permette di geolocalizzare la chiamata e intervenire con la massima rapidità ed efficienza.

A volere la serata è stato il dottor Guido Garzena che del 112NUE di Varese è il responsabile. Primo centralino attivato in Italia, a giugno ha compito dieci anni: « Un periodo in cui abbiamo innovato molto – ricorda il medico rianimatore Dario Franchi uno dei volti storici del 118 varesino – abbiamo lavorato per coordinare tutte le sedi, condividendo pratiche e protocolli. Un impegno che ci ha richiesto impegno e fatica ma che oggi ci permette di garantire uno standard qualitativo omogeneo in tutta la Lombardia,a garanzia della sicurezza di tutti».

Tanti gli ospiti della serata, a iniziare dal direttore generale di Areu Alberto Zoli che si è detto soddisfatto del lavoro fatto in questi anni anche se molto resta ancora da fare soprattutto sull’urgenza, cioè quei casi che non hanno bisogno di cure spesso salvavita, ma sono comunque importanti : « Presto attiveremo in tutta la Regione il numero unico dell’urgenza – ha spiegato il presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia Emanuele Monti – Sarà il nr 1617 che ha già dato esiti risultati confortanti dove è stato sperimentato. Qui convoglieranno le richieste che altrimenti finirebbero al pronto soccorso. Non è la soluzione di tutti i mali ma sarà sicuramente un aiuto per migliorare l’assistenza».

Protagonisti della serata, però, sono stati i soccorritori: medici, infermieri, autisti e i tanti volontari senza i quali la rete non potrebbe essere efficiente. Come quella volta a Marzio quando  l’operatore del 118 aiutò gli amici di Dario a salvargli la vita. Si era sentito male alla fine della salita fatta in bici: un crollo improvviso e il panico tra i presenti che si aggrappano al telefono e a quell’infermiere che, dall’altra parte della linea telefonica, li guida nel massaggio cardiaco, li sprona a non cedere, a non fermare l’attività a sostegno del cuore. Un massaggio durato dieci minuti che ha salvato il cuore di Dario ieri presente in sala a testimoniare il lavoro speciale di questi uomini: « I primi quindici minuti sono d’ora – ha ricordato il dottor Limido, il cardiologo che lo ha poi curato in ospedale – determinanti perché non si abbiano ripercussioni nemmeno a livello neurologico».

Alla fine, sentite autorità politici e istituzioni, Guido Garzena ha chiamato e premiato i volontari di Anpas, Croce Bianca, Croce Rossa , Padana Assistenza e poi tutta l’equipe del 118 e quella del 112Nue a cui sono andati i ringraziamenti del sindaco di Varese Davide Galimberti, del Prefetto Enrico Ricci, del questore Giovanni Pepè, del comandante dei carabinieri colonnello Claudio Cappello, del direttore di Ats Insubria Lucas Maria Gutierrez.

Una bella festa che ha visto protagonisti del soccorso di ieri e di oggi a braccetto per vegliare sul futuro di tutti.

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 06 dicembre 2019
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