Inchiesta sui fondi della Lega: indagato l’assessore Galli. Maroni si chiama fuori

L'accusa ipotizzata dai pm nei suoi confronti, in qualità di presidente dell'Associazione Maroni Presidente, è quella di riciclaggio

stefano bruno galli

Nell’indagine della procura di Genova sul presunto riciclaggio di parte dei 49 milioni dei fondi della Lega entra il l’assessore regionale lombardo Stefano Bruno Galli, responsabile in Regione del dicastero di Autonomia e alla Cultura.

L’accusa ipotizzata dai pm nei suoi confronti, in qualità di presidente dell’Associazione Maroni Presidente – è quella di riciclaggio.

Nell’ambito dell’inchiesta le perquisizioni dei finanzieri avrebbero interessato uffici e domicili a Milano, Monza e Lecco.

Sulle indagini è intervenuto anche l’ex presidente lombardo Roberto Maroni che, nel merito dell’idagine, si chiama fuori: “‪In merito alle indagini che riguardano un’associazione che porta il mio nome (creata per le elezioni regionali del 2013) preciso di non aver mai avuto in essa alcun ruolo gestionale nè operativo – scrive Maroni su Facebook -. Sono tuttavia certo della correttezza della gestione da parte del presidente e dei consiglieri‬”.

L’inchiesta genovese nasce da quella sui rimborsi elettorali che la Lega avrebbe ottenuto ai danni del Parlamento tra il 2008 e il 2010, falsificando rendiconti e bilanci. L’ipotesi su cui stanno ora lavorando i magistrati genovesi riguarda il presunto riciclaggio di parte di quei fondi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 dicembre 2019
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