La Cumdi festeggia 40 anni di innovazione e lavoro

La storia di questa impresa è quella di tante altre aziende italiane create grazie all’ingegno e all’inventiva di veri e propri pionieri dell’industria, come Giuseppe Niesi

Continua innovazione, idee e tanto, tantissimo lavoro. La Cumdi, azienda con sede a Germignaga dal 2006 (prima era a Cunardo) compie 40 anni. Nata nel 1979 come produttrice di micro-utensileria, successivamente si è specializzata nella rettifica in tondo di cilindri in metallo duro.

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La storia di questa impresa è quella di tante altre aziende italiane create grazie all’ingegno e all’inventiva di veri e propri pionieri dell’industria, come Giuseppe Niesi, calabrese di Francavilla Angitola, 71 anni, tre figli, uno dei quali, Vincenzo, è diventato amministratore delegato e segue le orme del padre.

Il patron della Cumdi ci racconta come è partita la sua avventura industriale: «Sono nato in una famiglia contadina, fin da piccolo vedevo i parenti e i paesani che tornavano dalla Svizzera a Natale: erano vestiti bene, coi giubbotti di pelle, portavano il cioccolato e le sigarette colorate. Per noi ragazzini erano come i Re Magi. Da allora il mio desiderio è stato quello di andare a lavorare in Svizzera, e ci sono riuscito finiti i tre anni di scuola superiore che mi hanno permesso di diventare congegnatore meccanico. Sono venuto al Nord ospite di un cugino carabiniere, a Marchirolo, dove vivo tuttora. Ho trovato lavoro grazie ad una delle due persone più importanti per il mio percorso lavorativo, Hans Güdel, ingegnere che mi assunse alla Tusa».

Cumdi, 40 anni di innovazione e lavoro

Il racconto di Giuseppe Niesi prosegue come un fiume in piena di racconti e aneddoti: «Ci sono rimasto 12 anni, facendo di tutto e facendo crescere l’azienda passata da 4 a 44 dipendenti: ogni mattina aprivo l’azienda, accendevo le macchine. Pensate che una mattina andai al lavoro, ma non c’era nessuno; pensai “in Svizzera non si sciopera, cosa sarà successo?” Bè, era domenica…Me ne andai per dissidi con uno dei due soci, e qui c’è l’altra figura chiave, il signor Perotti, che mi convinse a creare un’azienda mia, offrendomi anche un sacco di soldi che però non ho voluto. Presi il coraggio a due mani, mi licenziai rinunciando ad uno stipendio ottimo (e prendendo del matto da alcuni amici) e aprii la Cumdi puntando sulla riaffilatura delle punte con cui si foravano le schede elettroniche. Con i primi 5 milioni di lire di prestito comprai la prima macchina in Germania (costava 2 milioni, gliene diedi 3 per averla subito). Poi ho capito che non potevamo reggere il confronto col mercato e ho puntato su quello che facciamo ancora oggi, cioè la rettifica in tondo di cilindri in metallo duro».

Un mercato di nicchia, dove però la Cumdi (che dà lavoro a circa 30 persone ed è impegnata nel sociale e nel mondo dello sport) è stata capace di posizionarsi in un ruolo di leader, grazie a continuo sviluppo tecnologico e investimenti mirati: «Ho cercato di studiare cosa mancava nel settore, mi sono inserito tra il produttore del materiale grezzo e l’utensiliere, specializzandomi nel mondo della rettifica – spiega Niesi, affiancato dal figlio Vincenzo, 32 anni, ora amministratore delegato dopo una gavetta in azienda lunga 16 anni -. Abbiamo offerto un netto risparmio ai nostri clienti, garantendo qualità e puntualità. I grossi gruppi si sono organizzati, hanno provato a comprarci, ma non ci siamo mai venduti. Abbiamo già in testa il futuro, con un cambiamento copernicano di tecnologia, sia nella produzione sia nella vendita. Negli anni ci siamo evoluti, abbiamo adeguato le macchine, inventando nuovi sistemi e sviluppandoci continuamente, partendo dal presupposto che il miglior costruttore di macchine è chi le utilizza. La nostra differenza la fa la qualità. L’utensile per noi è il centro di tutto, siamo gli unici a seguire una logica diversa da tutti gli altri. Compiamo 40 anni, ma abbiamo bene in testa la nostra idea di futuro, dove dobbiamo andare. Ci stiamo muovendo sempre di più verso il green, dalla produzione per cui abbiamo eliminato gli oli facendo funzionare le macchine ad acqua, al recupero del prodotto di scarto per creare nuovo valore. Con la nuova sede di Cugliate Fabiasco, dove contiamo di andare entro il 2020, realizzeremo un centro all’avanguardia dal punto di vista ambientale e dei consumi, puntando sempre al futuro, ma senza cambiare le nostre abitudini. Io, ad esempio, ogni mattina alle 6 meno un quarto sono qui in azienda…».

Cumdi, 40 anni di innovazione e lavoro

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 dicembre 2019
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