La regione taglia il farmaco per la cura dell’orticaria, Emanuele Monti travolto sui social

La decisione di Regione Lombardia di non stanziare le risorse necessarie per il proseguimento delle cure ha scatenato la reazione delusa dei malati nei confronti del presidente della commissione Sanità

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Il presidente della commissione sanità, il leghista Emanuele Monti, pensava di portare la buona novella su Facebook con un video dove si annunciava l’approvazione del bilancio di Regione Lombardia augurando al contempo il “Buon Natale” agli amici. Ma quell’annuncio non è stato gradito dai malati di orticaria cronica che si sono visti tagliare il farmaco, Omalizumab (è il nome del principio attivo), dal secondo ciclo di cure in poi.

Una notizia tragica per chi è affetto da questa malattia fortemente invalidante, perché il farmaco può essere acquistato sì in farmacia ma a un costo insostenibile per la maggioranza dei malati. Un ciclo di cura mensile, ovvero due iniezioni, costa oltre mille euro, per la precisione 547 euro a fiala.  Curioso il fatto che solo in Lombardia, Liguria e Sicilia non si somministra questo farmaco con il sistema sanitario nazionale, mentre nel resto della Penisola viene fornito gratuitamente. Ciò non toglie che se un malato ha la disponibilità economica per curarsi, possa farlo acquistando il farmaco in qualsiasi farmacia lombarda che lo richiede direttamente all’azienda farmaceutica produttrice.

Simona Piccinini Perché AIFA non autorizza la somministrazione quando illustri ricercatori documentano il contrario? Ma soprattutto perché non autorizza ma permette al paziente di comprarsi il farmaco come un normale farmaco da banco? Perché un italiano deve andare in Svizzera per curarsi a sue spese? Forse perché questa malattia vi da poca popolarità ?

Una reazione dura, quella dei malati, giustificata anche dal fatto che il Consiglio regionale (e non la commissione presieduta da Monti, come precedentemente scritto ndr) ha respinto l’emendamento numero 203  con cui si chiedeva di «garantire le risorse necessarie per assicurare alle persone affette da orticaria cronica spontanea il proseguimento delle cure con il farmaco (prodotto da Novartis con il nome di Xolair, ndr) anche oltre le undici somministrazioni  previste dal decreto Aifa (Agenzia italiana per il farmaco, ndr), qualora le condizioni del paziente stesso lo rendano necessario». L’emendamento era a firma di cinque consiglieri del Partito Democratico: Samuele Astuti, Carlo Borghetti, Gian Antonio Girelli, Antonella Forattini e Maria Rozza. 

Mariacristina Hellmann Per correttezza si sarebbe dovuto scrivere che solo Lombardia, Sicilia e Liguria non somministrano il farmaco, in tutte le altre regioni si somministra col sistema sanitario. Come mai? questa malattia è altamente invalidante, le persone non possono uscire di casa, andare al lavoro, esiste un farmaco che risolve i loro problemi e questa Regione ha bloccato il trattamento dopo il primo ciclo. Le persone che le stanno scrivendo sono persone disperate, che farebbero volentieri a meno di polemizzare, vogliono solo essere curate per avere una vita normale, e che ieri hanno visto per l’ennesima volta il rifiuto alle cure.

Garantire un ciclo di cure non basta perché c’è sempre una quota di pazienti, intorno al 30 % , che manifesta una recidiva, ma Regione Lombardia nel febbraio 2018 ha deciso di bloccarlo, nonostante l’Omalizumab, farmaco già utilizzato per la cura dell’asma e commercializzato da Novartis con il nome di Xolair, avesse dato risultati incoraggianti.

Elena RadaelliEgregio Dott. Monti, la invitiamo a leggere l’articolo di oggi del Corriere Salute Brescia e anche l’interrogazione parlamentare dell’On De Filippo con risposta del Ministro della Salute. Siamo certi che con tali informazioni, potrà sicuramente assieme a Gallera e Fontana avere aggiornamenti importanti relativamente alla nostra drammatica situazione. Infatti, ahimè, a seguito dell’audizione di febbraio in cui ho avuto l’opportunità di conoscerla e successivamente agli incontri con Gallera terminati prima di Pasqua, il Welfare lombardo non ha mai fornito alcuna risposta ad ARCO che, come Associazione di pazienti, si è posta in modo proposito e produttivo nei confronti dell’istituzione regionale e di AIFA. In qualità di Presidente di ARCO, mi aspetto che, come da lei affermato nel suo post di ieri sera, avrete informazioni da condividere che porteranno alla fine dell’inutile sofferenza dei pazienti lombardi di orticaria. Come sempre, ARCO, ed io come sua rappresentante, è disponibile a fornire ulteriori delucidazioni per trovare nell’immediato una seria risposta all’abbandono dei pazienti di orticaria perpetuato dal Welfare dal febbraio 2018. I miei riferimenti le sono già noti. Ringraziandola, rimango in attesa di un suo riscontro. Cordialmente, Elena Radaelli Presidente ARCO.

 

 

Oltre mille euro al mese per curare l’orticaria comune cronica, la Regione taglia il farmaco

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Pubblicato il 18 Dicembre 2019
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Con quegli stipendi per loro è sempre un buon Natale. Gente totalmente al di fuori della vita reale.

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