La storia di Umberto Bossi su Nove a 30 anni dalla nascita della Lega

Il documentario che racconta l'epopea del Senatur, andrà in onda giovedì con le testimonianze di Roberto Maroni, Giuseppe Leoni e altri leghisti della prima ora

Fondatore della Lega Nord, agli inizi Lega Lombarda, primo senatore leghista della Repubblica Italiana eletto nel 1987, personaggio chiave della cosiddetta Seconda Repubblica, Umberto Bossi è protagonista del ciclo Nove Racconta con il documentario biografico “Umberto B.-Il senatur” (1×90’) per la regia di Francesco Amato (Imma Tataranni – Sostituto Procuratore, Cosimo e Nicole, Lasciati andare), in prima tv assoluta sul Nove giovedì 12 dicembre alle 21:25.

Dagli inizi da leader di provincia, ideologo e restauratore di una fantomatica “Padania”, sorta di nazione che abbracciava il Nord del Paese e che voleva ottenere l’indipendenza dall’Italia, fino ai fasti dei palazzi romani, Bossi fu tra i primi fautori del federalismo in Italia, insieme ad un drappello di sognatori – che qui si raccontano – che vedeva in Giuseppe Leoni, co-fondatore della Lega Lombarda e primo deputato eletto con Bossi nell’87, Roberto Maroni, co-fondatore della Lega ed ex Presidente della Regione Lombardia, Roberto Castelli, ex-dirigente e parlamentare Lega Nord, l’ex senatore Francesco Speroni, i sodali più stretti.

Raccontare la storia di Bossi significa partire dal suo carisma e dalle sue intuizioni: dalle scritte propagandistiche sui muri, alla dialettica cruda nei comizi, alle suggestioni folkloristiche della mitologia Padana – le gesta di Alberto da Giussano, il rituale alle sorgenti del Po, le adunate di Pontida, i miti celtici. Bossi attira un consenso diffuso in una fetta dell’elettorato, principalmente dalle regioni più prospere di Lombardia, Piemonte e Veneto, che non si sente rappresentato nelle stanze del potere. Ma raccontare il leader del “Carroccio” significa anche narrarne gli errori di strategia politica, i coinvolgimenti giudiziari nella stagione di “Mani pulite”, lo scandalo dei finanziamenti illeciti al figlio Renzo. Bossi rimane un esponente di spicco della politica italiana fino all’11 marzo 2004 quando – colpito da un ictus – comincia inesorabilmente il suo declino politico e umano.

Umberto B. – Il Senatur ripercorre l’arco della vita di Bossi fornendo una narrazione non solo del personaggio pubblico, ma anche un ritratto intimo dell’uomo, attraverso le testimonianze dei suoi più stretti collaboratori, degli alleati politici, degli antagonisti, dei cronisti che lo hanno seguito negli anni. Oltre ai già citati compagni di partito, anche le voci di Irene Pivetti, Gianfranco Fini, Massimo D’Alema, Gad Lerner, tra i primi giornalisti a rendersi conto della nascita di una “questione settentrionale” che andava raccontata al Paese.

Un documentario che può aiutare ad indagare anche sullo scenario che ha portato Matteo Salvini, successore del Senatur, alla guida della Lega, oggi primo partito in Italia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 dicembre 2019
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