Longhin si candida alla segreteria leghista: “Fui folgorato da Bossi e non ho mai smesso”

L'ex consigliere provinciale punta ufficialmente a guidare il partito nel Varesotto e a succedere a Matteo Bianchi. "Ormai la politica è tutta post su Facebook, io voglio stare tra la gente"

giuseppe longhin

Giuseppe Longhin rompe gli indugi e si candida alla segreteria provinciale della Lega varesina.

Tesserato dall’87, militante ufficialmente dal 1991, Longhin ha percorso tutta la trafila all’interno della macchina del partito.

«In un’epoca in cui alla tribuna politica partecipavano solo uomini incravattati fui folgorato dall’Umberto Bossi che si presentava in canottiera – racconta Longhin -. Quella è la politica che mi appartiene, quella della gente e della passione per il territorio».

Il prossimo 21 dicembre per la Lega sarà una data storica: il partito si prepara a voltare ufficialmente pagina e dalla Lega Nord trasformarsi definitivamente nella “Lega Salvini Premier”. Un capitolo denso di significato politico ma anche di novità molto pragmatiche: il partito, dopo più di un anno, si prepara a riaprire i congressi locali.

Longhin, dunque, punta ufficialmente a guidare il partito nel Varesotto e a succedere a Matteo Bianchi, ex segretario e oggi commissario, che aveva dato formalmente l’addio a quella carica più di un anno e mezzo fa.

«Nel mio impegno politico per il partito ho fatto tutto – racconta Longhin -: dal segretario di sezione a quello di circoscrizione, dal direttivo provinciale al responsabile enti locali. Ho fatto un passo indietro dopo l’esperienza da consigliere provinciale quando ho visto che non sono stato eletto in Consiglio regionale ma non ho mai detto che avrei smesso di fare politica. Ho semplicemente continuato a lavorare nella macchina del partito e ora sento di poter fare di più».

Giuseppe Longhin si definisce un “imprenditore prestato alla politica” ma della politica ha un’idea molto chiara e, probabilmente, anche controcorrente rispetto a come la intendono tanti politici di oggi.

«Ormai la politica è tutta post su twitter o su Facebook e tutta intorno alla figura dei leader. Questa cosa l’abbiamo vista con Berlusconi, con Renzi e anche con Salvini. È la cosiddetta epoca dei partiti fluidi. E io capisco che è da li che arrivano i voti, che andare dalla D’Urso porta molta visibilità ma voglio anche che si ritorni a ragionare sul territorio – dice Longhin –. Sull’impegno della politica nello stare tra la gente, nell’ascoltare e nel rappresentare le istanze e i bisogni. Tornare a ragionare sul territorio è importante, tornare a rappresentare le sue persone è fondamentale, ridare centralità alle comunità ancora di più. Altrimenti si guarda solo al nazionale e poi succede che spariscono le province, i comuni vengono tartassati e si perdono risorse».

La partita del congresso si aprirà nei primi mesi del prossimo anno. Attualmente hanno espresso la volontà di impegnarsi il sindaco di Casciago Mirko Reto e lo stesso Longhin.

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 10 dicembre 2019
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Commenti

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  1. Scritto da massimiliano_buzzi

    Mi piace l’idea di come far politica di quest’uomo

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