I ritratti di Giorgio Besana raccontano la vita

Un libro non in vendita, stampato-ottima la carta e i caratteri godibili- a cura dell’autore. I “Ritratti di vita” hanno il potere di diventare nostri perché ci coinvolgono

chez hermes corso matteotti

Il condominio in cui abito da quasi 50 anni ha caratteristiche che ne fanno davvero un’isola felice di un arcipelago nazionale dove non si contano problematiche, contrasti, a volte anche le classiche liti . I problemi da noi vengono discussi con civiltà, non sono mai emerse situazioni classiste o di segno razzista perché chi mette piede nel nostro clan capisce di trovarsi in un mondo di eguali che per esempio da sempre a dicembre si raduna per gli auguri natalizi e di Capodanno. (nell’immagine, Chez Hermes in Corso Matteotti) 

Avendo lavorato di notte ho avuto pochi rapporti con gli altri inquilini, da pensionato la situazione è migliorata, ma non ho evitato piccoli incidenti di percorso come quando, di recente, ho incontrato la nuora del compianto mitico Lotti, prezioso amico dell’arte del Sacro Monte, scambiandola per la nipote. Con Giorgio Besana gli incontri sono stati più frequenti, però brevi, serenissimi e mai dedicati a seri approfondimenti del nostro rapporto. E così sono rimasto veramente sorpreso quando nei giorni scorsi Besana mi ha consegnato una serie di agili e succosi racconti riuniti in un piccolo libro come  “Ritratti di vita”.

Un libro non in vendita, stampato – ottima la carta e i caratteri godibili – a cura dell’autore che si è rivolto a me per un parere sulla sua fatica letteraria. E così, terminata la lettura di imprese poliziesche di unaimprobabile agente americana, mi sono addentrato nei
ricordi di Giorgio Besana.

Non sono un critico letterario, sono rimasto un cronista anche dopo il tempo di una preziosa esperienza come quella di segretario del Premio Chiara, manifestazione nazionale dedicata ai racconti per scelta di Max Lodi, per cultura e preparazione già negli Anni 90 abile esploratore del mondo della scrittura d’élite.

Come segretario del Premio Chiara ho letto centinaia di racconti e quando ho concluso il compito che mi aveva affidato Giorgio Besana ho provato la stessa piacevole sensazione che mi davano racconti di autori giovani o già affermati, che avevano voluto fissare sulla carta esperienze che conoscevano bene e che ritenevano di farle conoscere ,e magari rivivere, ai loro lettori.

I ritratti sono numerosi e tutti interessanti perché la scrittura di Besana è efficace per semplicità comunicativa, per un’aggettivazione appropriata in ogni circostanza, per attenzione e sensibilità che evitano luoghi comuni e rendono intrigante l’attesa anche di situazioni prevedibili.

I “ritratti” sono un apprezzabile viaggio nei tempi della vita ed è facile per molti di noi estranei ritrovarsi in momenti ed esperienze, che Besana ripropone con lucidità, a volte con rimpianto, come un tesoro di sentimenti, di gioie o anche di ferite dell’anima.

Un ottimo lavoro questo diario dei tempi delle illusioni, dei giorni sereni, dell’accettazione delle negatività : sono viaggi nell’anima, pensieri e ricordi che ci rendono diversi e possono suggerire svolte nella nostra vita.

Le vanie esperienze personali, quelle di gruppo negli anni giovani in particolare, le occasioni che nel tempo sempre arrivano ma possono sfuggire, i luoghi amati nei racconti o ritratti o ricordi di Giorgio Besana, hanno il potere spesso di diventare nostri, perché appunto ci coinvolgono. Il loro racconto ha il pregio di uno sbalorditivo recupero del recupero dell’immediatezza, dell’attualità, anche se si riferiscono a eventi ultradecennali. E per di più grazie alla sensibilità e allo spessore della scrittura dell’autore ci ritroviamo anche noi nel fascino intenso e nelle sensazioni di nostri giorni antichi.

E ci sembra di essere anche noi protagonisti del loro racconto. Provi Giorgio Besana a entrare nel tessuto se non del romanzo almeno del racconto lungo. La qualità narrativa che egli ha può aprirgli nuove e lunghe strade.

di
Pubblicato il 07 dicembre 2019
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