Il sindaco va alla presentazione del fumetto anti-migranti

Emanuele Antonelli tra i relatori della serata di presentazione della graphic novel del giornalista Francesco Borgonovo che racconta la storia, romanzata, di Kabobo. Brugnone: "C'è chi va dalla Segre e chi no"

copertina fumetto casapound adam

Il sindaco Emanuele Antonelli sarà al fianco del giornalista Francesco Borgonovo (La Verità) per la presentazione del discusso fumetto “Adam – una storia di immigrazione” che narra la storia di un migrante che arriva in Italia e commette un omicidio a colpi di piccone. Sostanzialmente la storia romanzata di Kabobo, il ghanese che nel 2013 uccise tre passanti a Milano. (qui trovate il fumetto, per farvi un’idea)

L’inquietante copertina (in cui si vede un migrante africano a petto nudo, impugnare un machete insanguinato) e la scelta di raccontare una storia che lo stesso autore definisce “completamente vera o completamente inventata” ha suscitato nei mesi scorsi un dibattito tra chi sostiene che fomenti l’odio contro il diverso e chi difende a spada tratta l’idea del giornalista.

La presentazione avverrà il prossimo 19 dicembre a Comunità Giovanile e, oltre al sindaco e Borgonovo, ci sarà anche Matteo Sabba, ex-presidente dell’associazione e da anni attivo politicamente in città.

Il primo a criticare la scelta del sindaco di presenziare all’evento è il consigliere comunale di Italia Viva Massimo Brugnone che lo attacca dalla sua pagina social

 Mentre sentiamo della bellissima mobilitazione di 600 Sindaci che da tutta Italia si sono trovati a #Milano per fare da “scorta civica” a Liliana Segre e per dire che “l’odio non ha futuro”, a #BustoArsizio il Sindaco finto civico Antonelli prepara il suo intervento alla presentazione di una “graphic novel” di una casa editrice vicina a CasaPound, tanto da essere stata esclusa dal Salone del libro di Torino.

CHI C’È DIETRO ALTAFORTE EDITORE?
Lo spiega un articolo di Wired

“Il progetto editoriale è nato lo scorso settembre per volontà della casa editrice del Primato Nazionale, il quotidiano online del movimento di estrema destra (che ha come sottotitolo un eloquente ‘Quotidiano sovranista nazionale’), guidato da Francesco Polacchi. Ideatore del brand Pivert ed ex responsabile nazionale di Blocco Studentesco, un’associazione italiana di estrema destra attiva all’interno di scuole e università, Polacchi fa parte di CasaPound dal 2004 e di se stesso ha avuto modo di dire: ‘Io sono un editore, ma prima di essere un editore sono un militante di CasaPound, e non mi vergogno di questo’.”.

COS’È CASAPOUND?
Lo spiega la video scheda del Corriere della Sera

“CasaPound è un partito politico della galassia dell’estrema destra che nasce ufficialmente nel 2008 come associazione di promozione sociale. Già prima, dal 2003, le prime occupazioni. Da un punto di vista ideologico, il programma del movimento CasaPound si ispira al fascismo soprattutto per quanto riguarda la politica sociale, economica e del lavoro”.

LIBERTÀ DI PENSIERO E SCELTA DI CAMPO POLITICA
“In Italia – per fortuna – esiste la libertà di pensiero. Il Sindaco deve poter partecipare a tutte le iniziative che vuole. Fascista è chi vuole impedire la libertà di esprimere le proprie idee”. Sono queste sicuramente frasi pronte a scatenarsi nel momento in cui si denuncia la partecipazione di Antonelli a questa iniziativa. Tutto vero. Ma aggiungiamo altro: Antonelli è un Sindaco che si è presentato ai cittadini come (finto) civico e che invece sta facendo sempre di più una scelta di campo. Quella di partecipare a iniziative di gruppi vicini all’estrema destra italiana (meno di un mese fa ha partecipato a un convegno contro i reati di opinione, organizzato dal partito di destra Fratelli d’Italia in cui, secondo quanto riportato dalla stampa, il Coordinatore di FdI ha detto: «si deve essere liberi di poter dire “sono fascista”, e di esprimere un giudizio su un periodo storico, se questo non trascende in azioni violente e in organizzazioni»).

Libero Antonelli di manifestare il proprio pensiero. E noi di prendere atto e sottolineare che si sta avvicinando sempre di più a gruppi politici che si dichiarano distanti dai valori fondanti la nostra democrazia. Conquistata con il sangue di persone che hanno combattuto un pensiero fascista che subdolamente si cerca di far riemergere. Vicino a gruppi politici anni luce distanti dai valori che dovrebbe rappresentare il Sindaco di Busto Arsizio.

A Brugnone replica Matteo Sabba di Comunità Giovanile che precisa la differenza tra la casa editrice Ferrogallico che edita “Adam” e Altaforte, vicina a Casapound.

Il consigliere che era di sinistra e ora come il Matteo da Firenze di una destra smaccatamente liberista ha preso un granchio: il fumetto Adam che verrà presentato in comunità giovanile il 19 dicembre non è realizzato da nessun azienda vicina a CasaPound. Non solo nell’articolo da voi pubblicato viene citata Altaforte, casa editrice salita agli onori della cronaca per essere stata prima invitata e poi allontanata dal salone del libro di Torino. Altaforte non c’entra assolutamente nulla con il fumetto Adam (anche se in realtà lo vende sul proprio sito, ndr).

Capisco la voglia di apparire e la mancanza di contenuti, ma la verità e la conoscenza sono caratteristiche fondamentali.

La sparata è stata fatta anche sulla partecipazione del Sindaco Antonelli, il quale non presenterà alcun libroa è stato invitato a raccontare l’esperienza avuta con la Coop KB gestore del cas di via dei mille.
Perché l’immigrazione incontrollata in Italia ha spesso come perno principale questi luoghi di ammasso di esseri umani dove si incancreniscono umori e peggiorano situazioni morali e mentali che poi si riversano nelle nostre città.

Anche Checco Lattuada, tra i fondatori di Comunità Giovanile, replica alle parole di Brugnone difendendo la scelta libera di «un sindaco che va nella sede di un’importante associazione giovanile cittadina come, tra l’altro, fece nel 1990 l’allora primo cittadino Gianpietro Rossi che fu anche partigiano. Ricordo che ai tempi questa realtà era legata a doppio filo con il Fronte della Gioventù e Rossi non si fece nessun problema a venire da noi».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 11 dicembre 2019
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