I campioni Manuel e Umberto si sono raccontati al Teatro Fratello Sole

Forti emozioni e grandi risate nel primo evento della Onlus Mai Paura con Manuel Bortuzzo e Umberto Pelizzari

Busto Arsizio - Serata Pellizzari Bortuzzo

Hanno scaldato il Cinema Teatro Fratello Sole di Busto Arsizio l’energia e il sorriso di Manuel Bortuzzo e di Umberto Pelizzari.

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Nella serata di mercoledì, dalle 18:30 si è riempita la sala, ma già prima delle 18:00 il pubblico era in strada, davanti al Teatro, in attesa che si aprissero le porte.

Ha aperto l’incontro la dottoressa Emanuela Bossi ringraziando per l’affetto dimostrato dal pubblico, dagli sponsor, dai collaboratori e da tutti i volontari, dedicando un ringraziamento in particolare alla dottoressa Maria Marconi.

Un secondo ringraziamento è stato quello del sindaco Emanuele Antonelli che ha invitato ad applaudire la dottoressa e fondatrice di Mai Paura, Emanuela Bossi: «All’inizio ero un po’ titubante poiché a Busto siamo pieni di associazioni che fanno del bene, ma col tempo ho avuto modo di vedere ciò che porta avanti la dottoressa e non potevamo, noi dell’amministrazione, che darle il nostro appoggio».  E rispetto alla partecipazione dei due campioni ha aggiunto: «Oggi abbiamo con noi due persone che hanno qualcosa in più. Hanno una testa differente, quella di gente che ha fatto un salto in più rispetto agli altri:
Umberto, un campione del nostro territorio e Manuel che è un esempio per tutti».

«”Mai paura” era il motto del mio papà, e voleva dire che con calma e determinazione si affronta ogni cosa» , ha spiegato Emanuela Bossi sintetizzando l’obiettivo della Onlus che si vuole affiancare alle altre realtà con rispetto, emozione, gratuità e facendo rete.

Un emozionante video ha annunciato l’ingresso di Manuel e Umberto che hanno battezzato l’inizio degli eventi in calendario organizzati da Mai Paura; poi la parola è andata a loro che hanno raccontato delle loro vicissitudini, dei loro momenti no, ma soprattutto delle loro soddisfazioni, nonostante tutto e tutti.

«L’uomo non è un semplice contenitore; ognuno di noi ha un potenziale mentale enorme per cui si tratta di riconoscere e allenare il corpo» ha spiegato l’apneista bustocco Umberto Pellizzari parlando di paure, tecniche e limiti, ricordando i traguardi dell’uomo degli abissi Enzo Maiorca, ma anche l’insegnamento dell’allenatore di nuoto Severino Rossini, morto a causa della SLA (sindrome laterale amiotrofica) nel 2012.

«Difficile dire cosa si prova nei momenti prima di ogni tuffo: si è concentrati, tesi, sono istanti in cui bisogna trovare un equilibrio mentale e sentire il vuoto. Fondamentali, e sempre dietro ad ogni traguardo, sono gli uomini che sott’acqua mi seguono e mi stanno vicino» ha raccontato Umberto Pelizzari parlando dei record e della preparazione che non è mai senza momenti di sconforto, come quello in seguito alla rottura del timpano durante un allenamento «proprio il giorno prima del tuffo più bello, nel ’99».
Gli mancava il terzo record nel 2001, ma decise di lasciare «perché non sentivo più quell’ometto sulla spalla che mi spingeva a fare sempre di più, per la felicità di mamma che piangeva prima di ogni mio tuffo» ed oggi le soddisfazioni sono altre: l’aiuto ai bambini affetti da SMA (atrofia muscolare spinale) in collaborazione con Wamba Onlus e altri progetti in cantiere.

Manuel, invece, che tutti conosciamo dal triste incidente che l’ha colpito per “errore” lo scorso febbraio in una sparatoria a Roma, ha raccontato della sua passione per l’acqua, quella che sa di cloro, ma anche della passione per la musica nonostante «non conosco le note – ha ammesso – così come mi intrigava il cubo di Rubik e ora riesco a risolverlo in meno di un minuto». Così Manuel Bortuzzo ha cercato di trasmettere la voglia di fare e il desiderio di nuove conquiste che «ti tiene a galla. Lo sport, nel mio caso, ha aiutato a far tornare tutto come prima; sapevo che, tornando a fare le mie bracciate, sarei tornato a stare bene. È per questo che sprono tutti ad avvicinarsi allo sport».
Fondamentali nella rinascita sono stati Davide e Alfonso, ha raccontato, due ragazzi nella stessa condizione che gli hanno trasmesso la voglia di combattere, ma «l’emozione più grande è stata quella di risvegliarmi dal coma» ha confessato Manuel seguito da un emozionante applauso del pubblico.

I due campioni si sono poi messi a disposizione per rispondere alle curiosità e riflessioni di grandi e piccini. «Stasera non abbiamo in sala solo Manuel e Umberto come miti, ma anche tutti i ragazzi e i loro accompagnatori» ha chiosato il sindaco Emanuele Antonelli riferendosi ai giovani, diversamente abili, che hanno partecipato accompagnati dai loro genitori.

Presenti in sala anche la vicesindaco Manuela Maffioli, l’assessore allo sport Laura Rogora e tutte le associazioni che sono state “fonte d’ispirazione” per Mai Paura Onlus.

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Pubblicato il 30 gennaio 2020
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