L’augurio del Jrc di Ispra per la presidenza croata del Consiglio europeo

I dipendenti del centro di ricerca si sono riuniti martedì 14 gennaio per la cerimonia tradizionale del cambio della bandiera, che da anni accompagna l’insediamento di ogni nuova presidenza del Consiglio dell’Unione europea

jrc croazia

Il Jrc di Ispra si unisce alle celebrazioni per l’inizio del semestre croato alla presidenza del Consiglio dell’Unione europea. I dipendenti del centro di ricerca si sono ritrovati per fare gli auguri alla Croazia alle prese con il suo primo incarico presidenziale, così come a tutti i membri croati del Jrc, che nei prossimi sei mesi si impegneranno a far conoscere il proprio paese e le sue tradizioni a colleghi e cittadini.

Presenti al tradizionale cambio della bandiera anche Charlina Vitcheva, direttore generale facente funzione del Jrc, i rappresentanti delle amministrazioni locali e gli esponenti delle forze dell’ordine.

Parte della Iugoslavia fino al 1991, la Croazia ha ottenuto l’indipendenza dopo le guerre dei Balcani e nel 2013 è entrata a far parte dell’Unione europea come 28° e per il momento ultimo stato. Incaricata per la prima volta di presiedere il Consiglio europeo, la Croazia dovrà affrontare diverse sfide: dalle divisioni interne riguardo l’utilizzo del budget, alla Brexit, senza dimenticare l’annessione all’Ue di Albania e Macedonia del Nord, che proprio l’ottobre scorso è stata frenata dal veto posto dalla Francia.

«Anche quest’anno – ha commentato Charlina Vitcheva – continuiamo la tradizione di rappresentare le diverse presidenze all’interno della sezione locale del centro di ricerca di Ispra. Ovviamente sono molte le sfide da affrontare, ma dobbiamo cercare di ottenere il meglio dalla collaborazione tra stati, soprattutto per tutti noi cittadini europei, che siamo coloro che più devono giovare del progetto europeo».

“Un’Europa che produce, un’Europa che connette, un’Europa che protegge, un’Europa influente” sono le quattro priorità che indirizzeranno il lavoro delle istituzioni europee, ma a queste se ne aggiunge un’altra: l’ambiente. «Il cambiamento climatico – ha spiegato Vitcheva – sarà “in the top of the agenda” e ci aspettiamo di avere già per marzo una nuova legge, che dovrà essere poi discussa in Consiglio».

«Se si vuole riflettere – hanno aggiunto i dipendenti croati del Jrc di ispra – sul valore che l’ingresso nell’Ue può portare agli stati, invitiamo a osservare la situazione della Croazia. Il nostro paese usciva da un processo di indipendenza e aveva molte questioni aperte con i paesi vicini, ma nonostante tutte le difficoltà l’adesione all’Ue ha fin da subito entusiasmato la popolazione. Proprio l’idea di entrare a far parte dell’Ue ha spinto i cittadini croati a lavorare fianco a fianco con impegno per compiere trasformazioni sociali importanti in tempi molto brevi».

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Pubblicato il 15 gennaio 2020
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