Le sardine portano in piazza i nomi di chi lottò per la libertà

Le sardine varesine riunitesi in piazza san Vittore hanno risposto all’invito degli organizzatori portando con sé un pesciolino con il nome di qualcuno morto per difendere la libertà

Le sardine in piazza a Varese

A Busto Arsizio avevano portato i libri, dal Vangelo a Margherita Hack, per lanciare un messaggio forte a favore della cultura e per chiedere “una classe politica colta , informata e umana”, a Varese le sardine hanno voluto nuovamente lasciare un segno personale e caratterizzare la loro partecipazione alla manifestazione di oggi.

Su invito degli organizzatori in tanti hanno deciso di impreziosire le loro sardine, realizzate in carta, stoffa o cartone, con il riferimento al nome di qualcuno che ha perso la vita perché discriminato, per etnia, religione, motivi politici o inclinazioni sessualità, o per la lotta intrapresa a favore della libertà. Su ogni pesciolino colorato un nome diverso, che raccontava una pagina di storia, ritenuta così importante da non dover essere dimenticata.

Le sardine riempiono la piazza di Varese

E quali sono stati i nomi scelti in piazza? Tanti, e differenti, i personaggi ricordati oggi: per fare qualche esempio di quanto visto oggi in piazza san Vittore, era ricordato l’italiano Giorgio Perlasca, che durante la seconda guerra mondiale salvò migliaia di ebrei, un nome che oggi acquista ancor più valore in concomitanza con la Giornata della Memoria.

Fu un eroe di quegli anni anche Dietrich Bonhoffer, il teologo protestante ucciso dai nazisti per il coraggio di condannare il regime nazifascista. Oppure Gandhi, o ancora Giulio Regeni, il giovane trucidato quattro anni fa in Egitto e sulla cui morte non è ancora stata fatta luce. Senza dimenticare don Puglisi, assassinato da Cosa nostra.

Ma le piazza è andata anche oltreoceano con la voglia di ricordare chi ha speso la vita lottando in cause importanti, e allora fra le persone ricordate ecco la giovane attivista Isabel Cabanillas, che si batteva per i diritti delle donne in Messico, ritrovata morta proprio una settimana fa. Accanto a lei, il nome dell’argentina Franca Vigevani Jarach, morta durante gli anni della dittatura militare di Videla. Le sardine ricordano anche l’apartheid, con la figura di Steve Biko, che lottò contro la segregazione razziale.

Tanti nomi, che raccontano pagine diverse di uno stesso libro: quello dei diritti. Un modo per ribadire i valori chiave del movimento: non violenza, inclusione, antifascismo, solidarietà, rispetto, diritti, accoglienza; proprio per questa ragione tutti questi personaggi – e tanti altri – sono stati ricordati dalle sardine.

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Pubblicato il 25 gennaio 2020
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