Tribunale, la battaglia quotidiana contro freddo e infiltrazioni

Crepe, riscaldamento difficile e lucernari che perdono: l’altra faccia del palazzo di giustizia del capoluogo

Gli acciacchi del \"Vecchio\" tribunale

Chi ama il freddo e l’alta montagna si torva a proprio agio con le temperature dell’aula del Collegio al pian terreno del tribunale di Varese, tant’è che da tempo le udienze vengono spostate nell’aula bunker dove prende poco il cellulare, ma almeno si sta al caldo.

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Quando piove ci sono problemi di infiltrazioni dai lucernari e dai “velux“ che danno sì luce naturale agli uffici ma prestano il fianco all’età degli infissi e delle opere per regolare lo stillicidio delle acque: vetustà dell’immobile, si dice, sebbene la ristrutturazione del palazzo di giustizia non ha in realtà più di 25 anni, da quando vennero effettuati lavori che di fatto coprirono il cortile interno oggi cuore del palazzo da cui si dipanano le diverse strade che consentono di raggiungere i piani superiori coi due ascensori, ma anche la sede dell’ordine degli avvocati e gli altri uffici aperti al pubblico.

Il tema è di quelli che emergono di tanto in tanto come piccoli grandi acciacchi di un signore di una certa età e sono oggetto di conversazione e rimostranza anche pubblica fra gli addetti ai lavori.

Lo hanno ricordato in molti oggi nel corso dell’inaugurazione del dipinto di Ravo Mattoni dove si è parlato anche di questo, soprattuto in seguito al cambio di gestione del Tribunale, passato anni fa dalle competenze comunali al Ministero di Grazia e giustizia, ente non solo distante dal punto di vista chilometrico ma che spesso risulta pure impermeabile alle richieste di aiuto.

Crepe, problemi alla caldaia e ai lucernari sono oramai fatti cronici di uno stabile che necessita di un restyling. Laddove, invece, viene segnalato il problema legato al decoro pubblico all’esterno dell’edificio il Comune riesce ad intervenire piuttosto celermente, come avvenuto solo qualche giorno fa.

L’ultima, visibile, piaga del palazzo la si percepisce osservando la parte esterna della struttura nel lato a sinistra: qui da settimane campeggia un divieto assoluto di accesso per i pedoni, proprio nell’area sottostante il grande ippocastano: non è un pericolo passeggiare per via dei grandi rami bensì per la possibilità che qualche pezzo dell’intonaco esterno possa cadere sulla testa di qualcuno; il cartello non lascia adito ad interpretazioni: “È severamente vietato oltrepassare l’area transennata“.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 20 gennaio 2020
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