Capolavori in mostra per raccontare il mecenatismo varesino

In una grande esposizione con opere di Hayez, Pellizza da Volpedo, Balla e altri la passione per l’arte della borghesia varesina tra '800 e '900

Arte - Mostre

La Varese di fine Ottocento e inizio Novecento era una città vivace, in crescita sia dal punto di vista commerciale che culturale. Esponenti dell’alta borghesia amavano di circondarsi di bellezza richiamando pittori, scultori e architetti del tempo per decorare le dimore di residenza e di villeggiatura. Veri e propri mecenati, con la passione per l’arte, che ebbero la lungimiranza di costituire anche preziose collezioni d’arte, alcune delle quali donate a istituzioni pubbliche e private, che oggi fanno parte di un patrimonio comune.

Una mostra al Castello di Masnago, dal 6 marzo al 14 giugno, promossa da Fondazione Cariplo, Fondazione Comunitaria del Varesotto e Comune di Varese ripercorre quello straordinario periodo con capolavori di Francesco Hayez, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Giacomo Balla, Adolfo Wildt provenienti da prestigiose istituzioni museali della Lombardia

“Nel salotto del collezionista. Arte e Mecenatismo tra Otto e Novecento” curata dallo storico dell’arte Sergio Rebora presenta un percorso espositivo con oltre settanta opere provenienti dalle raccolte d’arte della Fondazione Cariplo, dei Musei Civici di Varese e di istituzioni museali del calibro delle milanesi Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica e Museo Poldi Pezzoli; oltre che dalla Casa Museo Lodovico Pogliaghi al Sacro Monte di Varese e dal Museo della Società Gallaratese per gli Studi Patri di Gallarate.

La mostra mette in primo piano la passione per l’arte di illustri lombardi, industriali e politici, che tra fine Ottocento e inizio Novecento si resero protagonisti di importanti azioni di mecenatismo e porta a Masnago un affascinante viaggio tra capolavori d’arte e storie di ben dodici protagonisti della cultura lombarda artefici del benessere e dello sviluppo della comunità locale. Dalle grandi casate dei Ponti e dei Tallachini, dei Riva e dei Litta Visconti Arese, passando per le vicende – forse meno note ma altrettanto significative – di altri benefattori e amanti del bello, l’italo cinese Chang Sai Vita, che donò a Varese il bellissimo quadro in mostra “Tamar di Giuda” di Hayez, o la milanese Jean Brambilla, che dopo aver fatto della Città giardino la meta prescelta per la sua villeggiatura, decise di destinare alla città due capolavori quali “Sera d’autunno” di Pellizza Da Volpedo e “Cacciata dei mercanti dal tempio” di Jacopo Bassano e bottega, entrambi in esposizione al Castello di Masnago.

«Nei tempi dello sradicamento questo progetto di Fondazione Cariplo riporta l’attenzione all’Arte e alle comunità dove questa fiorì o ne trasse linfa vitale o anche dove fu solo occasione di fuggevoli incontri. L’occhio che si posa su queste opere sarà condotto attraverso un sapiente percorso filologico nella storia della nostra Lombardia e nelle vicende umane, personali o imprenditoriali, che composero un mosaico di relazioni e apparizioni straordinarie. I numerosi eventi che accompagneranno la mostra condurranno infine i visitatori in ulteriori campi di gioco dove il filo rosso delle nostre identità storiche si fonderanno con la bellezza». Sottolinea Andrea Mascetti, coordinatore commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo.

La rassegna si inserisce nell’ambito del tour Open di Fondazione Cariplo che dal 2017, in collaborazione con le Fondazioni di Comunità, e Lucia Molino di Fondazione Cariplo –  Iniziative patrimoniali Spa, sta portando il patrimonio artistico dell’ente milanese in tutta la Lombardia e nelle province di Novara e Verbania. La città di Varese ospita la decima e conclusiva tappa del tour Open.

«“Nel salotto del collezionista” è il frutto di un impegno condiviso, oltre di Fondazione Cariplo e Comune di Varese, delle associazioni ed enti attivi sul territorio e che su impulso della Fondazione Comunitaria del Varesotto, hanno partecipato attivamente alla costruzione di un ricco calendario di appuntamenti collaterali alla mostra» spiega Maurizio Ampollini, presidente di Fondazione Comunitaria del Varesotto. La rassegna, infatti, sarà arricchita da un cartellone di trenta eventi – gratuiti – rivolti alla cittadinanza: pièces teatrali inedite, duelli pianistici, tornei di scacchi, aperture straordinarie, laboratori per rivivere il castello di Masnago e immergersi nella suggestiva atmosfera del salotto del secolo scorso».

«La collaborazione tra le istituzioni ci permette di raccontare la Storia nazionale grazie alla bellezza. La rassegna, infatti, mette al centro Varese e illustra al contempo importanti vicende italiane ed europee. Come emerge dalle pagine del catalogo a partire dal XIX secolo la città non solo tiene il passo con la vicina Milano, ma diviene crocevia delle esperienze più moderne d’Europa, vivendo sia l’arrembante spirito dei capitani d’impresa, sia l’amore per la pittura e la scultura: opere d’arte meravigliose erano collocate in ville caratterizzate da un contesto naturale verdeggiante, accogliente e mitigato dall’opera dell’uomo; godevano del paesaggio e al tempo stesso lo impreziosivano» conclude il sindaco di Varese, Davide Galimberti.

L’ingresso alla mostra “Nel salotto del collezionista” è gratuito, così come la partecipazione agli eventi collaterali alla mostra.

di erika@varesenews.it
Pubblicato il 19 febbraio 2020
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