Ciclovia del Basso Verbano, la Regione finanzierà lo studio di fattibilità

Un percorso lungo 35 chilometri attraverso i 9 comuni affacciati sul Lago Maggiore da Laveno Mombello a Sesto Calende

incontro ciclovia verbano

Un nuovo slancio ha risvegliato il progetto della ciclovia del Basso Verbano. Regione Lombardia, infatti, ha comunicato di essere interessata alla realizzazione dell’opera e ha deciso di finanziare in parte lo studio di fattibilità. Al momento la ciclovia esiste solo sulla carta, ma secondo gli amministratori locali e provinciali una volta realizzata diventerebbe uno stimolo importante per il turismo e per la mobilità dolce dei cittadini sul territorio. Le caratteristiche del progetto sono state presentate venerdì 21 febbraio 2020 al Club house di Ispra nel corso dell’incontro organizzato da “La libereria nella bottega del Romeo”.

Un percorso lungo 35 chilometri che attraversi da Nord a Sud tutti i 9 comuni affacciati sul Lago Maggiore da Laveno Mombello a Sesto Calende: questo è il progetto della ciclovia del basso Verbano. Si tratta di un’opera ambiziosa per un costo stimato tra i 10 e i 12 milioni di euro, alla quale si dovranno aggiungere ancora altri 12 chilometri di percorsi ciclopedonali che colleghino la ciclovia del Lago Maggiore a quella del Lago di Varese.

Quello che per molti anni è rimasto solamente un sogno, potrebbe però trasformarsi in realtà. Regione Lombardia ha infatti comunicato di essere interessata al progetto. «Nella mattina di venerdì – fa sapere Marco Magrini, consigliere provinciale con delega alla viabilità – la Regione ha confermato che contribuirà alle spese per uno studio di fattibilità dettagliato necessario per l’avvio della procedura d’accordo. Se tutto dovesse procedere per il meglio, la Regione sarebbe disposta a finanziare il progetto con cinque milioni di euro. Questo ci permetterebbe di avviare in modo graduale la realizzazione della ciclovia».

Non si tratta però del primo studio di fattibilità per la realizzazione di un percorso ciclopedonale del Basso Verbano. «Già nel 2016 – ricorda Franco Oregioni, sindaco di Monvalle – avevamo svolto uno studio di fattibilità per una pista che collegasse i cittadini dei nostri comuni ai monumenti che si trovano sul Lago Maggiore. I fondi regionali aiuterebbero molto la realizzazione del progetto, ma l’intervento della Regione permetterebbe soprattutto di poter effettuare lavori sotto una guida più coesa».

«Il nostro territorio – commenta Antonio Franzi, della Camera di commercio di Varese – è una palestra a cielo aperto con un grande potenziale. Nel 2017 in provincia di Varese si sono registrati 1.400.000 arrivi, più della provincia di Como, e sono molti i turisti attirati dalla grande varietà di sport di terra, acqua e aria che il nostro territorio offre. Dobbiamo continuare a promuovere il prodotto turistico, ma per fare questo servono le infrastrutture. È quindi fondamentale la sinergia tra enti e istituzioni».

Il cicloturismo è quindi una risorsa, ma spesso le piste ciclabili rispettano a malapena i canoni minimi di dimensione e sono realizzate senza pensare al loro impatto ambientale e alle difficoltà di manutenzione. «Le ciclovie – fa sapere l’architetto Valerio Montieri – devono essere sicure e facili da percorrere, ma questo non basta. Per attrarre i turisti è necessario che le amministrazioni dei comuni attraversati diano alle persone la possibilità di visitare i loro monumenti storici e naturalistici».

Turismo quindi ma non solo. Infatti, la ciclovia del basso Verbano potrebbe diventare un’opportunità per invitare i cittadini del territorio a lasciare l’automobile a casa e raggiungere il posto di lavoro o la scuola in bicicletta. «Il 67% dei nostri dipendenti – spiega Philip Costeloe, coordinatore Emas del Jrc di Ispra – hanno detto di essere disposti a venire al lavoro in bici se ci fossero più infrastrutture e sicurezza. Per questo motivo abbiamo firmato un protocollo di intesa coi comuni vicini e insieme al Politecnico di Milano abbiamo fatto uno studio di fattibilità per la realizzazione di una ciclovia che colleghi Ispra al Lago di Varese».

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Pubblicato il 22 febbraio 2020
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