Niko Pandetta e il concerto annullato a Bollate: “Basta associarmi alla mafia”

Il cantante neomelodico catanese questa sera avrebbe dovuto esibirsi in un locale di Bollate ma i gestori lo hanno annullato: "Sono nipote di un carcerato al 41 bis ma non è giusto continuare a ghettizzarmi"

niko pandetta monica guanzini

Tatuaggi sulla faccia, occhiali da sole, catena d’oro e una sfilza di polemiche che lo seguono ovunque vada a cantare. Così si è presentato questa mattina Niko Pandetta, cantante neomelodico catanese, nell’atelier de “La mia voce ovunque”, cooperativa che si occupa di disagio giovanile e reinserimento di ex-detenuti con sede in via Salvator Rosa a Busto Arsizio.

Pandetta, milioni di visualizzazioni su Youtube con canzoni d’amore come “Mamacita”, “Natavota”, “Vasame” ma anche con “Dedicata a te”, canzone dedicata alla zio Salvatore Cappello che da più di 20 anni è in carcere col regime del 41 bis, riservato a terroristi e, appunto, mafiosi.

L’artista è venuto a Busto Arsizio per denunciare il boicottaggio che l’amministrazione comunale di Bollate avrebbe messo in atto nei confronti del locale che doveva ospitare il suo concerto previsto per questa sera (venerdì). La moral suasion da parte dell’amministrazione e di alcune associazioni del territorio ha funzionato e il gestore del locale ha deciso di fare retromarcia.

Pandetta non si è dato per vinto e ha annunciato che questa sera sarà comunque su un palco (non si sa se canterà oppure farà solo una fugace apparizione per i fan delusi, ndr) di un locale di Canegrate del quale preferisce non fare il nome «tanto sarà già sold out».

Il cantante siciliano ha voluto sottolineare di «aver trovato nella musica la sua nuova vita e di aver deciso di chiudere con la malavita per amore di mia figlia». Alle domande dei giornalisti sul suo presunto “appoggio” alla mentalità mafiosa ha risposto spiegando che «la mafia non esiste più perchè è stata sconfitta dallo Stato, oggi è un’altra cosa e quello che so di questa cosa come voi la chiamate, l’ho letto su google».

Pandetta, spalleggiato dal manager e dalla stessa Monica Guanzini, ha spiegato che «non è giusto continuare a ghettizzarmi per il mio passato criminale. Ho chiuso con quella vita e ho scelto la via della musica neomelodica per riscattarmi e fare qualcosa di buono anche per gli altri. Ad esempio questa sera avremmo raccolto dei soldi per il mio fan Fausto Azzaro che vive a Vigevano e ha bisogno di una sedia a rotelle per giocare a hockey».

Il cantante fa anche un parallelismo con la trap e il rap: «Se la mia musica inneggia alla malavita allora cosa bisognerebbe fare con i trapper e i rapper che parlano di violenza, spaccio di droga, uso di droga. Quelli vanno bene anche a Sanremo».

Al termine dell’intervista ha anche precisato che la canzone incriminata lui non la esegue più nei suoi show: «L’ho tolta dalla scaletta. L’ultima volta l’ho eseguita a dicembre e da allora mai più. Le mie canzoni parlano d’amore e di storie di vita di tutti i giorni. Questa è la mia musica e questa è la musica neomelodica».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 07 febbraio 2020
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