Passeggiate, Mc Donald’s e social: così si combatte la noia da Coronavirus tra i giovani

Scuole, cinema, biblioteche chiuse. Cosa fanno le migliaia di giovani rimasti a casa per fermare la diffusione del virus: "Stiamo attenti a non ammalarci per i nostri genitori e nonni"

disoccupazione giovanile

Il coronavirus, ormai l’abbiamo imparato, ha cambiato di punto in bianco le abitudini degli italiani. Nella nostra zona, considerata dal governo come zona gialla, il blocco dei luoghi di quotidiana frequentazione ha portato a perplessità e dubbi, soprattutto pratici.

Tra il lavoro di ufficio trasformato in smart working e le problematiche legate alla legislazione dei bar/ristoranti, anche la chiusura delle scuole, delle biblioteche, dei cinema e dei centri sportivi ha rimescolato le carte di questo periodo particolare.

Cosa fanno i ragazzi, gli studenti senza la routine scolastica? Abbiamo fatto un giro a Busto Arsizio, contesto dall’ampio bacino studentesco, per scoprirlo. Camminando per via Milano si notano campanelli di ragazzini, mediamente delle superiori, che vasca dopo vasca ingannano il tempo, un po’ al McDonald (noto luogo di aggregazione) un po’ sparpagliati nei bar che però sono frequentati maggiormente dagli universitari.

Tra i primi tiene banco l’argomento delle classi virtuali del ITE Tosi: «Sono in seconda superiore al Tosi – dice un ragazzo- e sinceramente si stanno rivelando difficili da seguire. A parte i problemi di lentezza, alla fine nessuno può controllare che uno studente sia effettivamente online. Arrivano degli esercizi, li fai in cinque minuti e per il resto del tempo fai altro».

Tutti in classe, a casa propria. La scuola virtuale del Tosi funziona

Per gli studenti di altre scuole superiori la situazione è variegata: ad alcuni arrivano compiti da fare, ma comunque rimane abbastanza tempo per rilassarsi un po’. Per gli universitari c’è chi deve studiare e si dispera per le biblioteca e le aule studio chiuse, e chi è più tranquillo e sfrutta questo (soleggiato) tempo senza lezioni per una gita fuori porta o per fare attività sportiva all’aperto. Qualcuno potrà tornare all’antica tradizione dell’aperitivo che rischiava di essere mortificata dalla proima versione dell’ordinanza di Regione, poi corretta.

Bar e pub aperti anche dopo le 18? La Regione si adegua al modello Busto Arsizio

Del virus se ne parla, quasi d’inciampo. In generale regna l’ilarità, ma poi un ragazzo ci chiede dei casi a Legnano e un altro si professa «tranquillo per me, adotto precauzioni magari per “proteggere” i miei genitori e nonni». È un tempo che rimane sospeso, interrotto, instagrammato dai giovani con un selfie in piazza San Giovanni.

Su youtube, infine, l’argomento impazza tra gli youtuber. Ecco come lo ha affrontato una delle più conosciute “La Sabry”

Anche i nostrani Pantellas non potevano mancare sull’argomento

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Pubblicato il 26 febbraio 2020
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