Saronno, richiedenti asilo definiti “clandestini”: anche la Corte d’Appello condanna la Lega

La decisione odierna è della Corte d'Appello di Milano che ha confermato la sentenza di primo grado con cui il Tribunale, accogliendo il ricorso dell'Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi) e del Naga

Generico 2018

L’espressione “clandestini” usata dalla Lega Nord di Saronno su alcuni manifesti esposti in città nell’aprile 2016 ha “carattere discriminatorio“. Lo ha confermato la Corte d’Appello di Milano.

I poster furono affissi nel pieno della cosiddetta “emergenza sbarchi”, quando il Governo voleva smistare i migranti in arrivo in ogni località, in numero crescente a seconda della grandezza e della popolazione del luogo. A Saronno sarebbero dovuti spettare 32 richiedenti asilo, ma la Lega e il sindaco Alessandro Fagioli in testa si misero sulle barricate, opponendosi all’arrivo dei “clandestini” (sui cartelli campeggiava la scritta “Saronno non vuole clandesini“).

LA PRIMA CONDANNA DEL 2017

La decisione odierna è della Corte d’Appello di Milano che ha confermato la sentenza di primo grado con cui il Tribunale, accogliendo il ricorso dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) e del Naga, aveva anche condannato la Lega a versare 5mila euro di risarcimento a ciascuna delle due associazioni, difese dai legali Alberto Guariso e Livio Neri.

Nelle motivazioni dei giudici della Corte milanese Canziani-Troiani-Grazioli, riportate dall’Ansa, si legge che il provvedimento è stato confermato poichè si tratta di “soggetti che hanno chiesto l’accertamento del diritto” a rimanere in Italia per situazioni “di pericolo di persecuzione” nei loro Paesi nei cui confronti “non è ammissibile l’utilizzo dell’espressione clandestini“.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 Febbraio 2020
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