Settant’anni di biblioteca e 30 di Civiche Raccolte d’Arte, doppio compleanno a Busto Arsizio

Presentati i loghi che accompagneranno le celebrazioni di due istituzioni culturali fondamentali per la città. Il sindaco: "Fondamentali per la città. Prosegue il rilancio"

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Due importanti anniversari culturali verranno celebrato quest’anno dalla Città di Busto Arsizio. I 70 anni dall’istituzione della biblioteca comunale e i 30 anni delle Civiche Raccolte d’Arte a Palazzo Cicogna.

Questa mattina l’assessore alla Cultura e vicesindaco Manuela Maffioli ha presentato i loghi che compariranno su tutta la comunicazione dei due siti culturali, realizzati dall’agenzia Julian che curerà anche una campagna di comunicazione nei prossimi mesi (con un investimento di 15 mila euro da parte dell’amministrazione comunale, ndr): «Siamo nel cuore pulsante e antico della cultura cittadina – ha detto – e prosegue l’instancabile lavoro di valorizzazione di queste realtà».

Insieme all’assessore, nella sala don Marco Rossi di Palazzo Cicogna, c’erano anche la direttrice della biblioteca Claudia Giussani e la curatrice di Palazzo Cicogna, Valeria Ferrè, che hanno raccontato un po’ di storia di queste due istituzioni che stanno alla base della cultura cittadina.

Era il 7 luglio 1950 quando è stata istituita la biblioteca con la delibera corrispondente ma la storia bibliotecaria della città ha radici antichissime: «Partendo dalla biblioteca capitolare della basilica di San Giovanni che è stata istituita nel ‘500 bisognerà attendere la fine del diciannovesimo secolo per iniziare a vedere le prime biblioteche popolari. A Busto venne istituita nel 1868 aveva 1400 volumi e si chiamava biblioteca popolare circolante, fondata da un maestro. Nel 1929 venne aperto anche a Busto l’istituto di cultura fascista. Fu solo nel 1944-1945 che si cominciarono a gettare le basi della biblioteca come la intendiamo oggi, grazie a Gian Battista Roggia (a cui è stata dedicata quella di Busto Arsizio, ndr) che da Milano pensava ad una ricostruzione post-bellica amche in chiave culturale. Nel ‘48 era a Busto per spingere la creazione della biblioteca. Nel ‘49 chiedeva al Comune di farsi carico della questione. Un anno dopo il comune la istituisce in via Zappellini. Inaugurazione ufficiale 13 novembre 1955».

La direttrice racconta anche dei contatti intercorsi con Margherita Roggia, figlia di Gian Battista e che è stata invitata all’evento celebrativo che si terrà in primavera inoltrata: «Mi ha raccontato che a 10 anni portava in bicicletta, per conto del papà, pile di libri regalati per la biblioteca di Busto Arsizio».

Valeria Ferrè ha invece raccontato la nascita e i numeri della collezione di opere della pinacoteca bustocca che raccoglie opere importanti dal 500 all’arte contemporanea: «Il primo nucleo delle civiche raccolte d’arte risale al 1990 dopo il primo restauro ella villa. Da 56 opere di allora, grazie ad importanti donazioni come quella di Gaetano Crespi Legorino e quella di don Marco Rossi, siamo a 836 oggi con un’ampia collezione di opere di pittori locali come quelle di Aldo Neri, Filippo Montalto, Aldo Alberti o di collezionisti come Este Milani e Michele Crespi. Oltre 90 le mostre realizzate in 30 anni. Importante anche il contributo delle mostre “Spazio per l’arte” che dal 2014 ospita artisti contemporanei che poi regalano un’opera al Comune». Anche per le Civiche Raccolte d’Arte è previsto un appuntamento celebrativo in primavera.

Il vicesindaco e le direttrici hanno espresso, infine, il loro ringraziamento ai rispettivi staff che permettono a questi due luoghi di vivere e crescere di iniziative e di pubblico, grazie ad una cura e un impegno costante, tipico di chi ama il lavoro che fa.

 

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 18 febbraio 2020
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