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Tassista morto a Malpensa, “assurdo non ci fossero defibrillatori”

Il presidente della commissione Sanità al Pirellone Emanuele Monti solleva il caso dopo la morte di un taxista sul piazzale esterno dell'aerostazione. "Chiederò che la Regione impegni Sea ad acquistarli”

Emanuele Monti

«Lunedì depositerò in Consiglio regionale una mozione per chiedere alla Giunta di Regione Lombardia di far partire un progetto per l’installazione di defibrillatori all’interno degli aeroporti di Malpensa e Linate, a supporto della già ottima offerta di primo soccorso già garantita nei due scali aeroportuali».

Emanuele Monti (Lega), presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia, solleva la questione dei dispositivi semiautomatici di rianimazione, dopo il caso del taxista morto a Malpensa nella serata del 6 febbraio. «Chiedo a gran voce di fare tutto il possibile per potenziare la sicurezza dei dipendenti e dei viaggiatori».

«I soccorsi si sono attivati immediatamente – sottolinea Monti – dimostrando la prontezza d’azione e la capacità sempre elevate dei nostri professionisti. Purtroppo, proprio a seguito di questo fatto, è emerso che in tutto lo scalo non era presente nemmeno un defibrillatore semiautomatico Dae, strumento che può dare un supporto spesso fondamentale nei primissimi momenti di un malore».

Malore al terminal 1, muore taxista

Va precisato che l’aeroporto è dotato di quattro posti di soccorso attrezzati, che vengono allertati in caso di bisogno. Ma alcuni punti dello scalo sono anche piuttosto distanti e, in caso di arresto cardiaco, ogni minuti ha la sua importanza per salvare le persone.

«Con la mia mozione chiedo a Regione di impegnare Sea a dotare di defibrillatori sia lo scalo di Malpensa sia quello di Linate, per la sicurezza di tutti, lavoratori e passeggeri, così da aumentare il livello di sicurezza in aggiunta al sistema di primo soccorso che è, come dicevo, di grande valore».

«Con l’arrivo dei defibrillatori – prosegue il Consigliere regionale – l’obiettivo sarà anche di creare un progetto di formazione che trasformi l’area aeroportuale di Malpensa in un riferimento regionale e nazionale sulla formazione in collaborazione con gli stakeholder e tutte le realtà del mondo del primo soccorso».

«Non posso rinunciare a una nota amara – conclude Monti – rivolta al Comune di Milano, e quindi al primo cittadino che lo rappresenta, il Sindaco Sala. Visto che mi muovo come Regione, stona decisamente che il Comune di Milano, che possiede oltre il 50% di Sea, la società che gestisce i due aeroporti, non si sia mai mosso per provvedere all’installazione dei defibrillatori in tutti questi anni».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 07 febbraio 2020
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