Ansia, paure, timori: già in venti hanno chiesto aiuto al supporto psicologico di Casciago

C’è chi chiama perchè è in ansia e non sa come passare il tempo, chi vuole consigli su come affrontare la situazione, chi è stanco e chi ha paura. La maggior parte sono anziani, ma ci sono anche giovani, sui 30/40 anni

Generico 2018

Casciago è stato uno dei primi Comuni della provincia di Varese a dare vita ad un servizio di supporto psicologico per i cittadini in difficoltà.

In dieci giorni sono una ventina i cittadini che si sono rivolti al numero di telefono messo a disposizione dell’amministrazione comunale (il 3276692020 attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20, Whatsapp h24): «Le chiamate arrivano al centro della Protezione Civile che ci sta dando una grossa mano – spiega il sindaco di Casciago Mirko Reto -. I volontari smistano le chiamate che vengono inoltrate in forma anonima ai professionisti, che successivamente ricontattano gli utenti dando loro il supporto necessario».

Quello del supporto psicologico è solo uno dei servizi attivati da Casciago, come da tanti altri Comuni, nelle ultime settimane di emergenza coronavirus, dalla consegna dai farmaci e della spesa agli anziani e alle persone in difficoltà fino alle mascherine, che proprio in queste ore sono recapitate ai casciaghesi che ne hanno fatto richiesta: i 25 volontari che hanno dato la loro disponibilità, insieme agli uomini e alle donne della Protezione Civile (nella foto) e ai membri della giunta hanno portato già più di 300 mascherine e altre 200 ne sono state richieste.

«Per quanto riguarda il supporto psicologico sono al lavoro tre assistenti sociali e tre psicologi che rispondono alle richieste dei cittadini – spiega Reto -. C’è chi chiama perchè è in ansia e non sa come passare il tempo, chi vuole consigli su come affrontare la situazione, chi è stanco e chi ha paura. In molti chiamano perchè preoccupati dal fatto di non avere la mascherina, altri dichiarano di aver paura di morire. La maggior parte sono anziani, ma ci sono anche giovani, sui 30/40 anni, alcuni dei quali chiamano dicendo di essere convinti di avere i sintomi del virus: in quel caso li indirizziamo a livello medico. Li sentiamo, li richiamiamo, teniamo loro compagnia: ci sono state anche tre persone che hanno chiamato da Varese, abbiamo ascoltato anche loro. I professionisti danno consigli semplici o più approfondii a seconda dei casi: ad alcuni basta fare due chiacchiere per non sentirsi solo e abbandonato, ad altri è sufficiente consigliare un libro da leggere per passare un po’ di tempo. Quello che posso suggerire io è di tenersi occupati come meglio si può fare, non guardare 24 ore su 24 la televisione e i telegiornali. E se siamo a casa con i nostri figli proviamo a giocare con loro, oltre a are i compiti che assegna la scuola: non abbandonarli davanti a Playstation o giochi online, fare bricolage, disegni, lavoretti. Distrarsi in maniera costruttiva per combattere la noia e il coronavirus».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 marzo 2020
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