Cinque medici in pensione rimettono il camice e tornano al Circolo

L'appello lanciato dal presidente Fontana non è rimasto inascoltato. Altri tre medici e 24 infermieri hanno risposto all'appello

coronavirus foto generiche vario varie

Sono cinque i medici in pensione che hanno deciso di indossare nuovamente il camice e ritornare all’interno dell’ospedale di Varese.

Hanno risposto all’appello lanciato la scorsa settimana dal Presidente della Lombardia Fontana e si sono presentati. È proprio di questi giorni la delibera del direttore generale che li riammette in servizio: specialisti con competenze differenti ma tutte delle aree più impegnate in questi giorni. Dalla terapia intensiva alla medicina , ex primari e dirigenti medici andati in persone recentemente o qualche anno fa.

Hanno deciso di ritornare nel loro ospedale nel momento della sua maggiore sofferenza. Si tratta del dottor Guido Bonoldi ex primario di geriatria, del dottor Mario Diurni responsabile del servizio DAMA, del dottor Giulio Minoja, a capo del reparto di rianimazione e anestesia fino allo scorso anno, del dottor Edoardo Paganini, primario di medicina a Cittiglio e del dottor Sergio Fonzi , medico internista a Cittiglio e infettivologo.

Altri tre medici hanno presentato domanda, convinti di dover prestare la loro opera in un momento così delicato della storia sanitaria italiana. Si tratta di un medico specialista in malattie cardiovascolari e di due dottori iscritti all’Ordine di Varese.

Buone notizie anche sul fronte infermieristico. Nel comparto arrivano rinforzi grazie a 24 infermieri che hanno presentato domanda per entrare nelle fila del personale impegnato in ospedale. Anche per loro, il direttore generale ha firmato una delibera che li accoglie per tre mesi con contratti di collaborazione continuata e continuativa con un impegno settimanale di 36 ore.

La Sette Laghi, come tutte le aziende lombarde, sta rispondendo al massimo della sua capacità per dare risposte al bisogno di assistenza. Gran parte del monoblocco di Varese è stato trasformato in reparto Covid. A Cuasso al Monte sono stati riaperti a tempo record spazi per accogliere pazienti che stanno meglio ma non sono ancora guariti.

L’arrivo di medici e infermieri in ospedale servirà ad allentare la pressione su quanti stanno lavorando incessantemente da tempo ma anche per potenziare ulteriormente le capacità ricettive del presidio varesino che ha trasformato velocemente spazi e reparti per adattarli alla richiesta continua di ricovero, soprattutto in terapia intensiva e in subintensiva, pneumologia e infettivi.


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Pubblicato il 23 marzo 2020
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