Invidia: “Ecco come funzionano i 400 milioni stanziati per l’emergenza alimentare”

Il deputato 5Stelle prova a fare chiarezza sui contenuti dello stanziamento disposto dal Governo

niccolò invidia m5s

Il deputato 5Stelle Nicolò Invidia prova a fare chiarezza sui contenuti dello stanziamento disposto dal Governo. “I fondi sono predisposti per contrastare l’indigenza, causata dal provvedimento che ha fermato l’Italia”. Ecco le sue parole

I 400 milioni di euro stanziati dal governo per l’emergenza alimentare stanno per arrivare nei comuni della provincia di Varese e sono già oggetto di polemiche, strumentalizzati ad hoc per fare comunicazione politica sulle azioni intraprese dal Governo.  Replicando alle polemiche in corso, apparse su diverse testate territoriali e social network, mi sento di fare un po’ di chiarezza.

I 400 milioni di euro sono un ulteriore fondo stanziato dal Governo quale misura di sostegno immediato per tutte le persone che non hanno soldi per fare la spesa e saranno fruibili con buoni spesa ed erogazioni di generi alimentari.

L’ 80% del totale (320milioni) sono stati ripartiti in base alla popolazione residente mentre il 20% restante (80milioni) è stato ripartito in base alla distanza tra il valore del reddito pro capite di ciascun comune e il valore medio nazionale, ponderato per la rispettiva popolazione.

Trattandosi di un contributo per famiglie indigenti, è ovvio che i sindaci che dividono l’importo assegnato al loro comune per il numero di abitanti residenti commettono un errore di calcolo, creando confusione ed indignazione nel lettore: va da sé che non tutta la popolazione residente in un comune è in condizioni di grave difficoltà economica a causa delle misure stringenti intraprese in questi mesi.

Altresì, il contributo è ovviamente incompatibile con altre forme di sostegno al reddito erogato da Enti pubblici e sarà oggetto di verifiche ex-post da parte dell’Amministrazione competente.

In controtendenza alle polemiche, aggiungo l’esempio di alcuni sindaci proattivi della provincia, che hanno anteposto una gestione responsabile alla campagna politica, predisponendo sui propri siti comunali le modalità di domanda per l’erogazione del contributo; alcuni hanno anche fornito ai cittadini una suddivisione delle fasce di contributo in base al nucleo familiare e si sono attivati come suggerito dal governo, per interloquire con organizzazioni del terzo settore cittadino al fine di intercettare anche platee invisibili.

I fondi sono predisposti ovviamente per contrastare l’indigenza ovunque essa sia, indipendentemente da dove il virus abbia colpito. Perché alla fine il Decreto dell’8 marzo vale per i cittadini di tutta la penisola italiana.

Nicolò Invidia

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 31 marzo 2020
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