Il sindacato: tamponi nelle rsa e a tutto il personale sanitario

I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato il prefetto: «Bisogna predisporre di concerto con l’ATS Insubria una campagna di tamponi “a tappeto”, su operatori, ospiti e pazienti di rsa e rsd»

Generico 2018

I segretari di Cgil e Uil, Umberto Colombo e Antonio Massafra insieme al rappresentante della reggenza della Cisl dei Laghi, Roberto Pagano, hanno incontrato in videoconferenza il Prefetto di Varese Enrico Ricci per affrontare l’emergenza coronavirus sul nostro territorio provinciale. (Foto da destra: Massafra, Colombo e Pagano)

I tre leader sindacali hanno posto all’attenzione del Prefetto i problemi e le emergenze che hanno riscontrato nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro. In particolare sulle aziende con codici Ateco, il sindacato ha chiesto al Prefetto di essere informato e di ottenere i dati relativi alle aziende che lavorano nella filiera delle lavorazioni essenziali. Secondo i confederali, in questa fase molte produzioni non sono così essenziali e nel supremo interesse della salute dei lavoratori e dei cittadini occorre limitare in questi giorni la presenza nei luoghi di lavoro.

«Per quanto riguarda la sanità – dichiarano Colombo, Pagano, Massafra – abbiamo chiesto la revoca della disposizione di Regione Lombardia di autorivelazione della temperatura basale di medici e infermieri e autocertificazione dello stato di salute. Servono tamponi per tutto il personale medico e infermieristico».

Il sindacato ha inoltre denunciato il crescente numero di lavoratori contagiati, sia in sanità sia in altri settori (compresi gli appalti) e l’insufficiente presenza, se non addirittura la totale mancanza, di dispositivi individuali di protezione. Una situazione di non rispetto del Patto per la sicurezza che mette a repentaglio la salute e la vita di lavoratrici, lavoratori e cittadini.

Colombo, Pagano, Massafra hanno inoltre esposto al Prefetto Ricci le istanze dei settori manifatturieri, dei trasporti, del commercio (chiedendo la chiusura domenicale della grande distribuzione per poter sanificare gli ambienti e permettere turnazioni accettabili), della scuola, degli enti locali, della pubblica amministrazione e dei lavoratori frontalieri.

Il sindacato ha anticipato al Prefetto i contenuti di una lettera che verrà inviata alla Prefettura nonché al direttore generale Ats Insubria, Lucas Maria Gutierrez. Nel corso dell’incontro citato il sindacato ha illustrato la gravissima situazione creatasi all’interno delle Rsa, delle Rsd e delle altre strutture sociosanitarie della provincia, e la criticità che affronta il personale sanitario, assistenziale, dei servizi di pulizia e preparazione pasti, a seguito dell’emergenza Covid.

I sindacati hanno posto al Prefetto il problema legato alle residenze sanitarie assistenziale, nelle case per anziani e nelle residenze per disabili. «Nonostante molte di queste siano in auto isolamento da settimane – hanno sottolineato i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil –  le persone si ammalano lo stesso e muoiono. Non solo: a fronte di sintomi evidenti accertati dai medici delle strutture, i tamponi non vengono eseguiti e gli ospedali non eseguono il ricovero delle persone provenienti da Rsa e Rsd con sospetto COVID-19». Una situazione che si verifica in contrasto con quanto prescritto dall’Istituto superiore di sanità nelle indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell’infezione aggiornato al 16 marzo 2020, che indicano in caso di sospetto COVID-19 la segnalazione al servizio d’igiene pubblica per essere sottoposto a tampone naso-faringeo.

Colombo, Pagano e Massafra hanno chiesto al Prefetto «di poter definire una linea d’intervento che metta in campo tutte le risorse disponibili e coinvolga tutti gli attori del territorio, anche a seguito dei rispettivi protocolli sottoscritti il 24 marzo dal ministero della Salute e il 25 marzo dal Governo con le organizzazioni sindacali».

I sindacati confederali hanno sollecitato una sorveglianza attiva circa la distribuzione e l’uso dei dispositivi di protezione individuale in tutte le realtà sanitarie, sociosanitarie e assistenziali, anche predisponendo gli opportuni controlli; di predisporre di concerto con l’ATS Insubria una campagna di tamponi “a tappeto”, su operatori, ospiti e pazienti, da ripetersi nel tempo, per avere una fotografia sempre aggiornata della situazione; di ricevere informazioni sul numero dei contagiati e sospetti e dei decessi nelle singole RSA, RSD e altre strutture socio sanitarie; inoltre facendo riferimento all’art.6 del decreto “Cura Italia”, di attivarsi di concerto col Capo Dipartimento della Protezione Civile al fine di requisire strutture idonee sul territorio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 marzo 2020
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