Volontari di tre paesi a cucire mascherine: “Potremmo farne fino a 400 al giorno”

Verranno consegnate corredate di istruzioni dove viene specificato che non si tratta di presidi medici e che forniscono una protezione di tipo "barriera"

Generico 2018

L’idea è partita dalla Protezione civile di Saltrio e Clivio, che ha coinvolto anche i colleghi di Viggiù, e così da ieri volontari di tre comunità si stanno dando da fare per produrre mascherine “fai da te”.

«Grazie alla collaborazione dei nostri “sarti volontari” Adolfo, Margherita, Sabina e Rosa, grazie a Crivelli abbigliamento che ha donato il materiale necessario abbiamo iniziato ieri a cucire mascherine – dice Amos Faccoli, responsabile della Protezione civile di Saltrio e Clivio – Subito si sono unite altre persone e adesso siamo una quindicina di persone al lavoro. Un bel gruppo con cui dovremmo riuscire a produrre 300-400 mascherine al giorno».

Le mascherine vengono realizzate con il tessuto usato per i tappetini igienici per animali, e non sono ovviamente dispositivi omologati ma, spiega Faccoli, una soluzione di ripiego temporanea dato che qualsiasi altro tipo di protezione è irreperibile: «Le abbiamo ordinate, siamo in attesa ma non arriva niente, e dunque ci stiamo arrangiando per dare un minimo di protezione, innanzitutto a chi opera sul territorio. Abbiamo fatto vedere il prototipo ad un medico e ci ha detto che possono funzionare per come protezione minima».

Le “mascherine”  verranno consegnate corredate di istruzioni dove viene specificato chiaramente che non si tratta di presidi medici e che non hanno nessun potere filtrante ma forniscono una protezione di tipo “barriera“.

«Esternamente sono realizzate con un tessuto impermeabile che limita la possibilità che le mucose entrino in contatto con secrezioni dirette altrui, ad esempio generate dal semplice parlare con qualcuno faccia a faccia, mentre internamente sono realizzate con un tessuto assorbente che ha lo scopo di assorbire e di limitare la diffusione delle secrezioni emesse da chi le indossa proteggendo chi ci sta vicino.

«Siamo consapevoli che non sono la cosa più adatta da indossare ma garantiscono comunque una forma di protezione – conclude Amos Faccoli – Sicuramente è qualcosa in più ed è sempre meglio di niente in questo periodo di grande caos e di carenza di dispositivi di protezione individuale».

Le mascherine saranno distribuite innanzitutto a chi opera sul territorio per gestire l’emergenza, ma ce ne saranno anche per i cittadini.

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Pubblicato il 26 marzo 2020
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