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Al Villaggio del fanciullo arrivano quaranta uova di cioccolato

A consegnarle il comandante della stazione dei Carabinieri di Varese, Piredda, ai bambini che vivono nella struttura

Generico 2018

“Non possiamo non esserci!” è lo slogan che il Villaggio del fanciullo di Morosolo (frazione di Casciago) ha scelto per ricordare a tutti che esiste un mondo sommerso, quello delle comunità educative, di cui in pochi parlano ma nelle quali, anche in tempo di lock down, vivono e lavorano tante persone. Una di queste è proprio quella di Morosolo, che porta avanti la propria mission e continua a garantire – grazie al lavoro degli educatori e a chi da sempre ha sostenuto il Villaggio– il servizio di accoglienza per minori e mamme con bambino, sempre più bisognosi di sentirsi accolti e amati.

È qui che si è recato questa mattina il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Varese, Luogotenente Piredda, per consegnare personalmente quasi quaranta uova di Pasqua. Un gesto di grande generosità per stare accanto a chi ne ha più bisogno e per dimostrare vicinanza ad una storica realtà del territorio.

“Abbiamo davvero apprezzato il gesto del Comandante Piredda, ha un grande valore per noi, soprattutto in questo momento così difficile” – dice il Direttore Stefano Mastrodomenico, che ha brevemente illustrato al Comandante l’attività svolta in questo periodo: “Sono settimane complesse, abbiamo dovuto attuare tutta una serie di procedure per la prevenzione, abbiamo dovuto limitare gli accessi ai soli servizi essenziali e reperire i dispositivi di protezione individuale, ma soprattutto dobbiamo continuamente dare risposta adeguata alle preoccupazioni e alle domande dei bambini e delle mamme nostri ospiti che vivono lontani dai loro cari e per i quali è ancora più difficile sostenere il peso dell’emergenza e la paura di questo nemico invisibile e silenzioso che si è insinuato nella nostra quotidianità.”

Il Villaggio di Morosolo accoglie circa 50 persone tra bambini e mamme con bambino che vivono in comunità con il supporto h24 degli educatori. “La sospensione della scuola e di tutte le attività ha drasticamente cambiato i ritmi e la routine.” – continua il Direttore – “Davanti all’emergenza però gli educatori non si sono tirati indietro, si sono rimboccati le maniche e con grande senso di unione e di dedizione, si sono riorganizzati per far fronte alle tante necessità: aiutare nei compiti, strutturare nuove attività interne, cercare di distrarre i bambini e farli divertire. Non è facile visto che non possono nemmeno incontrare le famiglie. Abbiamo dovuto trovare dei sistemi alternativi per mantenere i contatti, ma ovviamente non è la stessa cosa. Per fortuna abbiamo un grande parco dove farli giocare.”

In questo periodo di emergenza non sono mancate le richieste di inserimento. “Benché ci sia tanto da fare, abbiamo potuto dare risposta positiva e immediata ad alcune delle richieste che sono arrivate, ovviamente seguendo delle rigide procedure di ingresso che prevedono anche il tampone
naso-faringeo per scongiurare la positività al Covid19 dei nuovi ospiti. La consegna delle uova di Pasqua di questa mattina è la rappresentazione del fatto che le Istituzioni sono al nostro fianco, per questo motivo – ancor di più – vogliamo dare il nostro contributo in un momento così difficile, e sicuramente questo è ciò che sappiamo fare meglio: accogliere bambini e donne in difficoltà”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 aprile 2020
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