Cinofilia, settore in ginocchio. L’appello di Ciac: “Fateci riaprire”

Sabrina Brusa, presidente del Centro Studi Amici del Cane, associazione affiliata alla Uisp: «Le attività legate ai cani potrebbero ripartire in sicurezza: ci siamo dotati di tutti gli strumenti necessari»

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Attività che potrebbero ripartire, ma che ancora devono aspettare, con il tempo che è sempre più loro nemico. È questa la situazione del settore cinofilia Uisp, come lo racconta Sabrina Brusa, presidente di Ciac – Centro Istruzione Amici del Cane, ma anche membro del direttivo del Comitato territoriale Uisp Varese, coordinatrice del settore cinofilia per Uisp Lombardia e responsabile nazionale per la formazione cinofila Uisp.

Insomma, Sabrina è un’autorità in materia, e la passione per i cani riempie la sua vita, ma l’emergenza Coronavirus sta mettendo a dura prova la sua attività. E non solo: «Tutto il mondo di chi si occupa di cani è in ginocchio. Dalla pet therapy ai negozi di toelettatura, anche attività economiche “classiche” sono in seria difficoltà. Eppure potrebbero riaprire, i rischi sono molto minori rispetto ad altri settori. Come è per noi, ma ancora nessuno ci considera».

Ciac è una delle asd Uisp più attive: corsi di tutti i tipi, legati soprattutto all’educazione di chi vuole adottare un cane, alle attività sportive per tenere in forma “Fido” e rafforzare il legame con il padrone, oltre ad assistenza ai padroni. «Con il lockdown – spiega Sabrina – ho dovuto abbandonare cani (e di conseguenza padroni) in grande difficoltà: problemi comportamentali, fobie, altri disturbi, anche cani mordaci che, con il mio lavoro di educatrice cinofila, stavo aiutando. All’improvviso ho dovuto lasciare cani e padroni senza assistenza, e questo può causare problemi che, tutti chiusi in casa per la quarantena, appesantiscono molto la situazione».

Eppure, nessuna deroga è ammessa, spiega Sabrina: «Noi siamo pronti a ricominciare i nostri corsi, con ancora più sicurezza di prima. Ci siamo dotati, acquistandoli ovviamente di tasca nostra, di guanti, mascherine e liquido igienizzante, perfino un termoscanner per tutti i soci. In più, le nostre discipline di fatto impongono la distanza maggiore di un metro tra le persone, perché è impossibile stare troppo vicini, quando devi seguire il tuo cane». Ma non ci sono scappatoie: i cani possono scendere a fare il giro del palazzo per i propri bisogni fisiologici, e basta.

I soci Ciac non si danno per vinti: hanno creato dei tutorial dedicati, usciti sulle pagine Facebook di Uisp Lombardia e della struttura nazionale di Cinofilia, portano avanti la formazione teorica per tanti aspiranti educatori cinofili, e in generale stanno calendarizzando e pianificando le attività per la sospirata riapertura. «Aspettiamo il 17 maggio per capire, come è stato annunciato da più parti – continua Sabrina – e intanto cerchiamo di aiutare “da lontano” a gestire i cani durante la quarantena». Ciac sta valutando anche delle mini sessioni di allenamento a distanza, attraverso le videochiamate. «Un esperimento quasi estremo: questo tipo di cose hanno bisogno di presenza».

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Pubblicato il 29 Aprile 2020
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