Condannato a Busto Arsizio, Cosentina di nuovo nella bufera per i ritardi ad Alzano Lombardo

Il direttore sanitario dell'Asst Bergamo Est, da dove è partito il focolaio che ha fatto una strage nel capoluogo e in Val Seriana, è lo stesso coinvolto nello scandalo dell'ospedale di Saronno, condannato a 2 anni e mezzo nel processo Cazzaniga

Cosa è successo e chi ha preso le decisioni nei giorni caldi del contagio all’ospedale di Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo? Era il 23 febbraio scorso e la zona rossa nel Lodigiano era stata appena istituita. L’allarme coronavirus era già scattato da alcune settimane con l’istituzione dello stato d’emergenza nazionale ma i dirigenti sanitari dell’Asst Bergamo Est e dell’ospedale di Alzano (dove si erano registrati i primi due casi di contagio accertati) non agirono come tutti si sarebbero aspettati. I protagonisti di questa vicenda  (ricostruita da Il Fatto Quotidiano e da Chi l’ha visto) sono il direttore dell’Asst Francesco Locati, il direttore sanitario Roberto Cosentina e il direttore medico Giuseppe Marzulli.

Il 21 febbraio si registrano iprimi due casi  di polmonite interstiziale e febbre, il 22 febbraio il personale inizia ad indossare le mascherine ffp2, il 23 viene chiuso l’intero ospedale per qualche ora e poi riaperto (a quanto pare senza sanificazioni particolari) e nel giro di pochi giorni inizia l’ecatombe. Tutto succede senza alcuna comunicazione ufficiale agli utenti dell’ospedale e al Ministero della Salute.

Tra i protagonisti di questa vicenda (stigmatizzata anche dal presidente del Consiglio Conte nei giorni successivi) c’è anche un volto noto alle cronache giudiziarie della provincia di Varese. Quel Roberto Cosentina, infatti, è lo stesso che è stato condannato in primo grado a 2 anni e 6 mesi per omessa denuncia e favoreggiamento nei confronti del dottor Leonardo Cazzaniga, condannato a sua volta all’ergastolo per l’omicidio di 12 tra pazienti e parenti della sua compagna di allora.

Leonardo Cazzaniga condannato all’ergastolo

Cosentina, nonostante la condanna, non è stato sospeso e ha continuato a lavorare all’interno della sanità lombarda passando dall’Asst Valle Olona a quella di Bergamo Est di cui fa parte anche l’ospedale Pesenti-Fernaroli di Alzano Lombardo.

Quando a fine gennaio viene pronunciata la sentenza – ricostruisce Bergamonews – però Cosentina è già a Seriate (sede dell’Asst Bergamo Est) da quattro anni. Il suo ruolo è il medesimo di Saronno, ossia quello di coordinatore dell’organizzazione tecnica e funzionale dei servizi e del possesso dei previsti titoli professionali da parte del personale, nonché di garante ultimo dell’assistenza sanitaria ai pazienti e del coordinamento del personale sanitario sui criteri di qualità e sicurezza. Gerarchicamente è inferiore solo al direttore generale che lo ha fortemente voluto, Francesco Locati.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 09 aprile 2020
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