Morti e casi sospetti alla casa di riposo. Il sindaco “Nessuna comunicazione ufficiale”

Due pazienti defunti, una terza in ospedale e altri tre con sintomi alla Fondazione Sacconaghi Borghi. Il Sindaco chiede ad Ats di effettuare i tamponi a personale e ospiti

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Due ospiti deceduti e una terza ricoverata in ospedale. Tutti con sindromi respiratorie. La difficile situazione si registra alla Fondazione Sacconaghi Borghi, Rsa di Comerio. 

È la stessa fondazione, attraverso il suo direttore sanitario Luigi Simonetta a dare notizia della difficoltà all’interno della comunità per anziani. Agli ospiti morti, che avevano concomitanti patologie croniche, non è stato effettuato il tampone mentre la donna ricoverata in ospedale è stata sottoposta a test e si è in attesa dell’esito.

La difficile situazione ha creato preoccupazione tra operatori e parenti, questi ultimi lontani ormai da un mese come in tutte le comunità fragili che si sono chiuse alle visite esterne. Dal canto suo, la direzione sanitaria ha riorganizzato i turni di lavoro per aumentare la presenza così da garantire l’attuazione del piano di emergenza che era stato predisposto e vedeva l’isolamento di ospiti con sintomatologia sospetta. In questo momento, i casi sospetti sono tre, regolarmente segnalati secondo le indicazioni fornite da Ats. Come da protocollo, ogni giorno il personale in servizio viene sottoposto a rilevamento della temperatura e gli operatori sono forniti di dispositivi di protezione individuale.

La notizia comunicata dalla Fondazione è stata poi riferita alla popolazione di Comerio dal Sindaco Aimetti che, in un messaggio su Facebook, lamenta il ritardo delle comunicazioni da parte dell’autorità sanitaria territoriale: « Come amministrazione comunale siamo vicini alle famiglie dei deceduti, cui nei giorni scorsi abbiamo porto le nostre sentite condoglianze. Siamo in contatto con la direzione della casa di riposo da cui riceviamo quotidiani aggiornamenti sulle attività poste in essere per gestire questa complessa situazione.
Nei giorni scorsi abbiamo dato un supporto concreto per la ricerca e fornitura di alcuni dpi.
Nella giornata di lunedì siamo venuti a conoscenza delle due morti ed abbiamo subito chiesto alla direzione quale fosse lo stato della situazione, ricevendo la risposta che si può trovare descritta puntualmente nel comunicato odierno della fondazione.
Nel frattempo è nostro dovere comunicare che NON ABBIAMO RICEVUTO ALCUN TIPO DI COMUNICAZIONE UFFICIALE DA PARTE DEGLI ENTI COMPETENTI (ATS E PREFETTURA) SU EVENTUALI CASI DI POSITIVITÀ AI TEST, riteniamo che questa sia una circostanza grave, ingiustificabile e di cui chiederemo conto.
Domani mattina ho convocato il COC (Centro operativo comunale) con l’obiettivo, di concerto con la direzione della struttura, di richiedere ad ATS e alla Regione l’effettuazione di tamponi al personale interno alla struttura, siano essi addetti o ospiti.
Oltre a questo ci attiveremo per valutare tutte le azioni sul territorio comunale volte a tutelare la salute dei cittadini.
Siamo vicini alla direzione, al personale sanitario che si sta impegnando con spirito di sacrificio encomiabile, agli ospiti che stanno soffrendo ed alle loro famiglie.

Restiamo uniti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 aprile 2020
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