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Sempre alta l’allerta in Ticino, in campo anche un sostegno psicologico ai cittadini

L'allarme in Canton Ticino passa dal colore arancione al rosso, e le autorità cantonali invitano a rispettare rigidamente le misure di contrasto per non far crescere la pressione sugli ospedali

Generico 2018

L’allarme in Canton Ticino passa dal colore arancione al rosso, perché anche se le misure di limitazione della mobilità e dei contatti sociali iniziano a mostrare piccoli segnali positivi sulla curva dei contagi, c’è ancora troppa gente in giro e bisogna far comprendere a tutti la necessità di osservare in modo serio le misure di contenimento, soprattutto adesso.

Lo hanno annunciato le autorità cantonali ticinesi durante la conferenza stampa che si è tenuta oggi pomeriggio a Bellinzona con il consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento della sanità e della socialità Raffaele De Rosa, il comandante della polizia cantonale Matteo Cocchi e il medico cantonale Giorgio Merlani.

“La responsabilità salva vite umane, fai la scelta giusta: resta a casa” è lo slogan che ha proposto Raffaele De Rosa lanciando un forte appello alla popolazione: «E’ solo grazie al contributo di tutti, anche e soprattutto di chi resta a casa, che possiamo ridurre i contagi da Covid-19».

Per sostenere ulteriormente la cittadinanza in questo difficile momento le autorità cantonali hanno anche messo in campo una hotline di sostegno psicologico che da oggi è a disposizione anche per tutti i cittadini che ne fanno richiesta. Il sostegno psicologico, finora fornito solo al personale che sta operando in questa crisi,  risponde al numero 0800 144 144 o alla mail sostegnopsi@fctsa.ch

«Gli ospedali non sono mai stati così pieni – ha detto il medico cantonale Giorgio Merlani – siamo vicini alla capienza massima degli ospedali, e dunque vanno rispettate rigorosamente ancora tutte le misure di prevenzione, dall’igiene al distanziamento sociale al restare in casa, soprattutto per quanto riguarda gli anziani. Non possiamo permetterci un effetto boomerang in questo momento, non possiamo lasciar andare adesso perché potrebbe essere molto doloroso».

Il capo dello stato maggiore cantonale di condotta Matteo Cocchi, ha segnalato che dalle attività sul territori effettuate dalle pattuglie cantonali e dalle polizie locali la constatazione fatta oggi è che c’è ancora troppa gente in giro: «Questo è un segnale di allentamento ma è il momento sbagliato, il più sbagliato. Mi richiamo nuovamente alla responsabilità individuale per non mettere ulteriormente sotto pressione il sistema sanitario. Siamo e sono consapevole che è un momento difficile che stravolge abitudine e quotidianità, in particolare per le persone anziane. Ma proprio per loro abbiamo messo in campo tutto quello che può essere messo in campo. Chiedete e vi aiuteremo, confido ancora una volta nella vostra saggezza, soprattutto nell’evitare contatti intergenerazionali».

«Facciamo questi sacrifici, perché ci serviranno per uscire da questa situazione e tornare a vivere liberi e contenti», hanno concluso i rappresentanti cantonali.

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Pubblicato il 01 aprile 2020
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