Braccialetti per distanziare i bambini all’asilo? A Castellanza si studia una soluzione

La scuola materna Cantoni sta sviluppando un sistema adatto ai bambini con un'azienda che li produce già per altri usi in ambito sportivo. La coordinatrice: "Presto per dire se verrà usato"

La scuola materna "AM e GB Dall'Aglio" di Lissago

L’idea viene dalla necessità di distanziare i nuotatori in allenamento ma potrebbe servire anche a distanziare i turisti sulle spiagge o monitorare i bambini di una scuola materna. Si tratta di un braccialetto di gomma, colorato, che vibra o accende un piccolo led ogni volta che due soggetti che lo indossano si avvicinano a meno di un metro di distanza.

I Labbi Light, così si chiamano questi dispositivi, sono tra le soluzioni che la scuola materna privata di Castellanza Eugenio Cantoni, sta provando a sviluppare insieme all’azienda che li produce per capire se, in qualche modo e nel massimo rispetto della privacy, sia possibile adattarne l’uso in un ambiente frequentato da bambini.

La coordinatrice della scuola Tiziana Rimoldi specifica subito che nulla è stato ancora deciso: «Si tratta di una sperimentazione che stiamo ragionando insieme al produttore per capire se e come è possibile utilizzarli in un ambiente come il nostro – spiega – anche perchè stiamo attendendo che il governo emani direttive precise che permettano una riapertura delle scuole in sicurezza».

Dotare i bambini di braccialetti che vibrano ogni volta che ci si avvicina ad un compagno, potrebbe ottenere l’effetto contrario, invogliando i piccoli a farlo: «È una possibilità che abbiamo preso in considerazione – spiega la coordinatrice – proprio per questo stiamo cercando di capire se è possibile utilizzarli solo nella modalità “tracciamento”, attraverso l’app specifica che ci permetterebbe di sapere con quanti compagni e quante volte un bambino è entrato in contatto».

Questa modalità di utilizzo potrebbe aiutare nel caso in cui si venisse a sapere che un piccolo alunno risulti positivo al Covid-19: «Grazie al dispositivo che memorizza i contatti a meno di un metro potrebbe essere utile a capire se qualche altro bambino potrebbe essere stato contagiato». A tutela della privacy, naturalmente, ogni dispositivo verrebbe abbinato ad un codice numerico e non direttamente all’identità anagrafica.

La notizia, che sta già circolando sui social, ha suscitato molti pareri contrastanti tra chi sostiene che sia un’ottima idea da sviluppare per tenere sotto controllo i contagi e chi ci vede dietro l’inizio di una nuova e torbida era del controllo di massa. Al momento si tratta solo di ipotesi e sperimentazioni che possono offrire spunti di riflessione su come affrontare il rischio di un’ondata di ritorno dei contagi.

Orlando Mastrillo
orlando.mastrillo@varesenews.it

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Pubblicato il 07 Maggio 2020
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