Cresce l’allerta siccità in tutto il nord Italia, attenzione sul Lago Maggiore e Ticino

Si è riunito l'osservatorio permanente delle crisi idriche che ha innalzato al livello medio lo scenario di criticità legato alle scorte idriche. Già oggi nel Lago Maggiore mancano 40 centimetri di acqua e nel Ticino dimezzato l'afflusso di acqua

siccità fiume

Si è tenuto oggi con la formula videochat – nel rispetto delle norme causate dalla diffusione del virus Covid19 – l’incontro dell’Osservatorio Permanente Crisi Idriche presso la sede dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po a Parma. Il monitoraggio nelle varie sezioni esaminate infatti mostra cali rilevanti di risorsa idrica tra il 30 e 40 % rispetto alla media del periodo, ma pur sempre al di sopra degli anni maggiormente siccitosi (20% in più rispetto al 2017).

“Tenendo conto di tutte le statistiche ricevute dalle Arpa regionali, AIPO, ANBI, Terna SpA e dai Consorzi regolazione laghi -si legge nella nota diffusa al termine della riunione- lo scenario generale passa da un grado di severità di tipo Basso con assenza di precipitazioni ad uno Medio con la previsione di piogge per lo più di carattere temporalesco già dai prossimi giorni”. In questo senso già tra due settimane è annunciato un ulteriore bollettino esplicativo prima della convocazione di un nuovo incontro dell’organismo stesso.

Una situazione di scarsità d’acqua che coinvolge anche uno dei serbatoi principali del grande fiume, e cioè quello del Lago Maggiore e del Ticino. Il livello del Verbano è infatti 40 centimetri al di sotto della media del periodo, calcolata sui dati dal 1942 ad oggi, e sarebbe ancora più basso se non fosse tagliata l’erogazione di acqua nel Ticino. Nel fiume, infatti, vengono erogati 247 metri cubi di acqua al secondo contro una media del periodo di 440; il doppio, praticamente.

«Attraverso il ruolo dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici –ha evidenziato il Segretario Generale dell’AdbPo Meuccio Berselli– si conferma quanto mai rilevante così come risultano determinanti le conoscenze approfondite sulla portata del fiume, sui livelli idrometrici delle acque e della disponibilità di risorsa che ci consentono di modulare tutte le azioni necessarie virtuose per scongiurare il rischio che alcuni territori possano cadere in manifesta difficoltà di approvvigionamento. A tal proposito, con l’avanzare della stagione estiva, sarà necessario il monitoraggio costante delle acque».

Marco Corso
marco.corso@varesenews.it

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Pubblicato il 07 Maggio 2020
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