Fine Lockdown, 517 coristi da tutta Italia cantano insieme “Oh Happy Day”

L’idea, partita da Varese, ha coinvolto 517 coristi italiani e 2 solisti dagli USA, oltre ad una band composta da 12 musicisti. La diretta dell'evento su YouTube domenica 31 maggio alle 21

Happy Day

Un mese fa la chiamata all’appello: “Coristi di tutta Italia unitevi per Oh Happy Day!” attraverso il portale dovesicanta.it. Ebbene sì, hanno risposto in moltissimi. Il risultato? Un coro virtuale di 517 coristi provenienti da tutte le regioni di Italia, 2 solisti dagli USA, accompagnati da 12 musicisti, che hanno cantato insieme “Oh Happy Day”. Domenica 31 maggio alle 21.00 il lancio ufficiale del progetto “Together We’ll Sing… Oh Happy Day!” con una diretta YouTube sul canale Solevoci Official.

«Di cori virtuali che si sono messi a cantare insieme in questi mesi ne abbiamo ascoltati tanti. Tanti e bravi. Ci hanno fatto emozionare, ci hanno commosso. Si sa, la musica ed il canto corale, in particolare, hanno questo potere straordinario. Di unire, di alleviare il dolore. Ma questa volta è diverso – raccontano dall’associazione Solevoci di Varese che ha lanciato l’iniziativa-. Diverso il motivo. Non è più un coro in quarantena, ma una celebrazione di gioia. Sappiamo bene che l’emergenza non è finita, ma siamo entrati in una nuova fase, possiamo iniziare ad uscire di casa e, per questo, gioire. Anche questa volta insieme. Diverso il coro. Si tratta di 517 persone provenienti da tutta Italia che, per la maggior parte, non si conoscono e non si sono mai viste. E’ un coro virtuale che si è messo insieme proprio per l’occasione».

Dai coristi sono arrivati sul portale quasi 300 feedback a questa iniziativa, tante testimonianze, che raccontano del potere che ha avuto il canto in questo periodo. «Come quella di Fiorella da Modena che ha aperto il suo cuore “Ho cantato con tutta me stessa – ci racconta – perché la gioia di “Oh Happy Day” arrivasse fino a mia figlia, che è medico anestesista. Ad oggi non posso ancora abbracciarla, ho pensato solo a lei, sola in prima linea, in una trincea, che ha lavorato con turni massacranti, con abnegazione, per salvare più vite possibili. Vi ringrazio per avermi dato questa possibilità, avete riempito il mio cuore di gioia e di speranza”».

Un po’ di numeri danno la portata del progetto. Un coro a 5 voci, di 418 donne e 99 uomini, a cui si sono affiancati 12 musicisti che hanno suonato. Due voci soliste dagli USA, la prima direttamente da Kansas City, quella di Isaac Cates, artista di fama internazionale, magnifica voce gospel, nonché acclamato direttore e compositore. La seconda, quella di uno dei suoi coristi, Michael Andrews. 190 primi soprani, 67 secondi soprani, 161 contralti, 60 tenori, 39 bassi, per 206 cori italiani rappresentati. L’età molto variabile, il più giovane un bambino delle elementari, la più anziana una nonna di 87 anni.

Ma da dove nasce questo progetto? Arriva da Varese, da un’idea dell’Associazione Solevoci, che ha voluto lanciare l’iniziativa alla fine di aprile attraverso il portale dovesicanta.it, in collaborazione con il Greensleeves Gospel Choir, rappresentato, nel video, da 20 coristi. Il coro varesino, dopo aver lanciato per primo l’hashtag #iocantodacasa l’11 marzo, diventato poi virale in tutta Italia, ha voluto spingersi più in là. Una proposta ambiziosa, con la quale ha voluto coinvolgere quanti più coristi possibili.

«Siamo molto orgogliosi di questo coro virtuale – spiega Fausto Caravati, presidente dell’ Associazione Solevoci -. Il periodo di lockdown appena trascorso ci ha insegnato tanto. Abbiamo sperimentato che è possibile sentirsi uniti anche senza frequentarsi fisicamente e questo grazie al canto corale, passione che ci accomuna. Questa volta abbiamo riunito non solo i nostri coristi, ma 500 persone da tutta Italia. Una volta tornati alla normalità, ci piacerebbe continuare in questa direzione. Condividere la passione del canto corale con tante persone, che abitano lontano, in tutta Italia. Oggi la tecnologia ce lo permette. Distanti ma acCanto! D’altra parte il portale Dovesicanta.it è nato – in tempi non sospetti – proprio per questo: unire, attraverso il canto, in una community virtuale».

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 maggio 2020
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