La Fase 2 al Campo dei Fiori: “No ai divieti, sì a percorsi nuovi e attività alternative”

Il Parco sta studiando un piano offrendo più percorsi e attività alternative in grado di evitare i sovraffollamenti nei percorsi più famosi e per rilanciare l’economia del territorio. Ciò che servono sono i fondi dalla Regione

Tramonto dal campo dei fiori

Il timore è uno: fiumi di persone lungo il sentiero 10, assembramenti al Forte di Orino e grandi folle al Sacro Monte. È questa la preoccupazione che in questi giorni si vive negli uffici del Parco del Campo dei Fiori e per la quale si sta provando a trovare un rimedio efficace, senza divieti ma offrendo alternative. 

Il Presidente Giuseppe Barra in questo ha le idee già abbastanza chiare: «Vogliamo che il ritorno sulle nostre montagne sia un ritorno qualificato, non vogliamo fare i controllori agli ingressi ma vogliamo proporre servizi che possano allargare la fruizione da parte delle persone anche al di fuori dei soliti percorsi». Un progetto che da un lato «possa offrire valide alternative alle persone» ma che dall’altro «dia opportunità lavorative a tante realtà economiche del nostro territorio».

Il piano per la Fase 2 che sta studiando il parco mira infatti al coinvolgimento del maggior numero possibile di associazioni, guide ed esperti nei più svariati settori. «Questa estate noi ci aspettiamo un turismo a breve raggio, con molte persone che dalla nostra provincia o anche da Milano e dai territori circostanti decideranno di venire qui per fare delle passeggiate. Il nostro progetto punta quindi ad offrire loro le più svariate attività sia per evitare i sovraffollamenti nei percorsi più famosi ma anche per rilanciare l’economia del territorio». In questo senso il parco vuole essere solo una cabina di regia che possa sostenere e coordinare le attività e che, proprio per raggiungere lo scopo, sta cercando le risorse economiche necessarie bussando alla porta della Regione.  Un piano che il Campo dei Fiori sta condividendo e studiando con tutti gli altri parchi del territorio e che «secondo noi è l’unico modo per evitare problemi di ordine pubblico che poi porterebbero ad ordinanze dei singoli sindaci».

Sulla scrivania di Barra c’è anche un altro dossier che ipotizza un sistema di accessi contingentati basati su una app che geolocalizzi i frequentatori e che richieda la prenotazione degli accessi con percorsi predefiniti da seguire. Una strada che sembra difficilmente percorribile e che soprattutto «non avrebbe quell’effetto di spinta e di sostegno al territorio che mai come in queste occasioni ci servirebbe».

Tutti i parchi sono d’accordo su questa strada, ciò che servono sono le risorse da Regione Lombardia per farlo. E i tempi stringono. «Non sono molto preoccupato per i prossimi weekend -dice Barra- avendo ancora in vigore ordinanze di limitazione alla mobilità e considerando che le persone hanno ancora timore del virus. La preoccupazione è invece per l’estate vera e propria, quando i decreti saranno più morbidi e l’attenzione sarà calata e sul Campo dei Fiori rischiamo davvero di avere troppe persone».

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 08 maggio 2020
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