Lombardia, prima legge di revisione normativa 2020: il Consiglio accende il semaforo verde

La legge approvata a maggioranza. Opposizioni molto critiche sulle modifiche che riguardano l’attività venatoria

cacciatore

Via libera del Consiglio regionale, presieduto da Alessandro Fermi (FI), alla prima legge di revisione normativa ordinamentale di quest’anno, che contiene -per gli ambiti istituzionale, economico e territoriale- circoscritte e limitate modifiche, puntuali integrazioni o specifiche sostituzioni di disposizioni legislative.

La discussione del provvedimento si è aperta – nella seduta d’Aula di settimana scorsa – con la bocciatura di sei questioni pregiudiziali di legittimità costituzionale presentate dal consigliere Niccolò Carretta (Lombardi Civici Europeisti), e dai consiglieri pentastellati Marco Degli Angeli, Raffaele Erba, Andrea Fiasconaro e Massimo De Rosa, tutte inerenti all’articolo 8 del provvedimento, che riguarda norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria.

IL PROVVEDIMENTO – In questo progetto di legge, ha spiegato la relatrice Alessandra Cappellari (Lega), Presidente della Commissione Affari Istituzionali, “si è cercato di favorire semplicità ed esaustività per evitare l’eccessiva proliferazione di norme, di cui certo il nostro Paese e la nostra regione non hanno bisogno. Ci sono novità importanti per quanto riguarda gli agriturismi, le foreste, la caccia, i parchi. Non meno importanti altri argomenti trattati, fra i quali: la lotta all’usura, la tutela della sicurezza e la prevenzione dei rischi in ambito sanitario, il sostegno alle imprese, la valorizzazione della filiera corta, dei prodotti locali e del turismo eno-gastronomico”.

L’ARTICOLATO – Nell’illustrare il provvedimento, Cappellari, oltre all’articolo 8 (oggetto delle questioni pregiudiziali e di numerosi emendamenti, che prevede diverse modifiche alla legge 26/1993, fra le quali l’obbligo di indossare indumenti ad alta visibilità per tutti coloro pratichino la caccia agli ungulati), si è soffermata su altri passaggi del progetto di legge. In ambito economico, ha ricordato, “si è adeguata la disciplina regionale al mutato quadro normativo statale per dare certezza ai Comuni in relazione alle procedure da seguire per la riassegnazione delle concessioni di posteggio per il commercio su area pubblica”. Inoltre, gli interventi regionali per la qualificazione e lo sviluppo delle piccole e medie imprese commerciali destinati a combattere il fenomeno dell’usura, “sono stati estesi anche ai fenomeni dell’estorsione e del sovra-indebitamento”. Importante, ha proseguito Cappellari, pure l’introduzione di “iniziative regionali di prevenzione e contrasto dei rischi anche di sanità pubblica nei luoghi di lavoro, così come l’assistenza alle imprese nell’adozione di protocolli anti contagio”.

FILIERA CORTA E TUTELA DEI PERCORSI ENOGASTRONOMICI – Rimanendo nello stesso ambito, ha aggiunto Cappellari sono state introdotte integrazioni che “impegnano le stazioni appaltanti a valorizzare l’offerta di beni e servizi che presentano un minore impatto sulla salute e sull’ambiente, compresi beni e prodotti biologici, da filiera corta o a chilometro zero. Vi è poi l’incentivazione della realizzazione di percorsi turistici a valenza eno-gastronomica e culturale, anche allo scopo di valorizzare i prodotti tradizionali. Sono poi previsti interventi in fatto di arboricoltura, apicoltura, e sul controllo del potenziale produttivo viticolo”. All’articolo 10, inoltre, viene data la possibilità “a coloro che sono iscritti ad associazioni o enti che hanno un interesse per la montagna (CAI, Guide alpine, Associazione nazionale alpini, ecc.) di prestare attività volontaria a supporto del gestore del rifugio, che se ne assume la responsabilità, nel rispetto delle normative vigenti in materia igienico sanitaria e di sicurezza. Questo anche a fronte dell’emergenza Covid-19 che avrà impatti negativi anche sull’economia dei rifugi alpini”.

AMBITO TERRITORIALE – Per quanto riguarda l’ambito territoriale, ha fatto presente l’esponente della Lega, “si va da interventi per il monitoraggio del consumo di suolo alla previsione di una diversa destinazione dei proventi derivanti dai programmi per l’alienazione e la valorizzazione del patrimonio abitativo pubblico”. E ancora, ha proseguito Cappellari “vengono introdotte modifiche di adeguamento della disciplina del Parco Agricolo Sud Milano” e alla legge regionale 9 del 2001 sulla Sicurezza stradale, “così da adeguare le disposizioni al mutato contesto normativo e tecnologico. Si fa riferimento, ad esempio – ha concluso la relatrice – ad interventi atti a contenere la velocità dei veicoli e l’esposizione a incidenti, oltre a prevedere azioni formative in tema di sicurezza”.

CACCIA, COSA CAMBIA – Diverse le novità in materia venatoria, contenute nell’articolo 8 del provvedimento. Fra le principali: 1) estesa la possibilità di cacciare la beccaccia fino al 31 gennaio nei soli ATC il sabato e la domenica; 2) possibilità per il capannista di usufruire del pacchetto di 15 giornate per la vagante alla migratoria dal primo di ottobre (prima si poteva solo dal 15 ottobre); 3) obbligo per le guardie venatorie volontarie di indossare uniforme con capo e giubbino con pettorale e dorsale ad alta visibilità; 4) obbligo nella caccia alla fauna stanziale e a tutti gli ungulati di indossare capo e giubbino con pettorale e dorsale ad alta visibilità; 5) estensione dei periodi di caccia agli ungulati (es. il cinghiale in selezione potrà essere cacciato tutto l’anno); 6) utilizzo del visore notturno per la caccia al cinghiale; 7) in caso di impossibilità di rinnovare l’autorizzazione del capanno per cause gravi (es. malattia, disoccupazione, ecc.) viene eliminato l’onere di rimuovere il capanno per tutto il tempo in cui perdurano tali cause; 8) eliminazione della forma di caccia alla sola migratoria per unificarla con la caccia alla stanziale.

IL VOTO DEI GRUPPI – Semaforo verde al provvedimento da parte della maggioranza di Centrodestra. “Fratelli d’Italia vota convintamente a favore, auspicando un lavoro di squadra per quanto riguarda alcuni punti trattati, come sul Parco Agricolo Sud Milano. Ci auguriamo che il mio Pdl in materia presentato in commissione possa presto approdare in Aula per arrivare ad un obiettivo richiesto da tutti i sindaci del Sud-Est di Milano, ponendo fine all’anomalia rappresentata dall’unico parco rimasto fuori dall’organizzazione generale dei parchi regionali lombardi”, ha dichiarato il capogruppo Franco Lucente.

Posizione ribadita dal numero uno azzurro al Pirellone Gianluca Comazzi: “Forza Italia – ha detto – vota a favore di un provvedimento molto articolato che tocca tanti punti importanti”, ponendo anche lui accento sul Parco Agricolo Sud Milano, argomento sul quale il consigliere di Forza Italia ha presentato diversi emendamenti approvati in Aula. “Ogni anno – ha ricordato – Regione Lombardia versa un milione di euro nella casse del Parco. Non mi sembra che negli ultimi anni questo ente abbia brillato in fatto di gestione. Anzi, continuiamo a ricevere segnalazioni e critiche da parte di sindaci, agricoltori, cittadini. E’ quindi normale, che quando un’istituzione investe risorse così importanti, possa anche dare il suo contributo in termini di idee e proposte”. Per Comazzi, invece, la questione controversa dei giubbotti ad alta visibilità per le guardie venatorie, “è un punto che forse non si è affrontato in maniera compiuta e che può essere rivisto”.

Sì convinto anche dalla Lega. “Tutto il provvedimento – ha sottolineato il Consigliere Massimiliano Bastoni – è connotato da un vero pragmatismo perfettamente disegnato all’interno del perimetro del riordino e della revisione normativa. Un progetto di legge che è puntinato di piccole grandi soluzioni a problemi reali delle persone e delle pubbliche amministrazioni presenti sul territorio. Dedicare un momento a rivedere le norme di legge portandole alla pari della situazione socio-economica attuale – ha evidenziato l’esponente del Carroccio – costituisce un aggiornamento particolarmente proficuo di adattamento al frangente temporale in cui ci troviamo e di anticipazione di ciò potrà essere utile. Soprattutto in questo momento è basilare stare al passo con quanto accade e credo che questo provvedimento ne sia la dimostrazione. Anche l’ordine del giorno relativo alle agevolazioni alle famiglie in difficoltà che vivono nelle case ALER – ha concluso Bastoni, che è stato estensore dell’odg – credo sia un passo importante. Persone già in difficoltà che hanno subito la carestia reddituale che si è verificata in questi mesi a causa della pandemia, devono avere un aiuto concreto da parte delle istituzioni”.

Pollice verso da parte delle opposizioni. Fabio Pizzul, ha rimarcato che l’atteggiamento del suo gruppo è stato di “grande attenzione e apertura rispetto alle esigenze della Giunta. Non a caso, abbiamo concordato su molti punti che attengono alla revisione normativa e rispettano lo spirito della leale collaborazione fra istituzioni”. Per il Presidente dei Consiglieri PD, però, ci sono due capitoli che sono andati al di la di quello che sarebbe dovuta essere una legge di questo tipo. “Mi riferisco in particolare – ha spiegato – al tema della disciplina venatoria, sul quale sono state apportate modifiche sostanziali che stanno creando sconcerto perfino fra gli stessi cacciatori. E’ uno ‘strappo’ di cui non c’era bisogno, questa – ha sottolineato – è una materia che richiede un confronto aperto e organico”. Pizzul ha criticato con fermezza anche l’articolo, il 15, che avrebbe dovuto riguardare alcune correzioni formali della citazione del termine ‘Provincia’ e ‘Città metropolitana’ all’interno di diverse leggi “e si invece è trasformata – ha detto – nell’ennesima occasione per andare a fare modifiche di governance senza una vera discussione e senza una reale volontà di ascoltare davvero le esigenze dei territori”.

Voto contrario da parte del Movimento 5 Stelle: “Regione Lombardia – ha dichiarato il Consigliere Simone Verni – ha perso un’occasione. Imporre forzature, come successo sull’articolo 8, è sbagliato sotto un profilo tecnico, morale, ma anche di logica. Quella venatoria – ha spiegato – una delle materie residuali. E’ come se in Lombardia perché preferisce guidare a destra, facesse una legge che lo consente, anche se è illegittimo. Se la maggioranza – ha sottolineato – ritiene che le normative in ambito venatorio siano obsolete e si debbano migliorare, le modifiche si devono proporre nei luoghi opportuni. Quindi andate a Roma e Bruxelles e le fatele lì. La nostra non è una battaglia contro la caccia, ma contro lo strumento che è stato usato. E’ stata fatta una narrazione del mondo venatorio che non esiste. Esistono delle regole che devono essere rispettate, noi abbiamo chiesto solo questo”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 Maggio 2020
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