Medio Verbano, accanto ai buoni pasto non manca la solidarietà

Viaggio "virtuale" nei paesi compresi tra i focolai di Laveno e Cocquio. Distribuiti quasi tutti i buoni governativi; nei comuni diverse iniziative di sostegno. A Besozzo boom delle richieste di aiuto

spesa e farmaci a domicilio

I comuni italiani, in questi giorni, hanno iniziato a pensare anche al “dopo Covid-19”, alla tanto attesa riapertura e ripresa delle attività lavorative cui tuttavia non farà seguito una immediata ripresa in termini economici. Anzi, le feroci previsioni di riduzione di pil tracciano un pericoloso “segno meno” di fronte a un numero – l’8% – che in termini di capacità di acquisto per le famiglie potrebbe trasformarsi in gravissimo disagio.

Non fa eccezione il Varesotto, né l’area del Medio Verbano, quella di fatto compresa tra due dei maggiori focolai di coronavirus in provincia, quello di Laveno e quello di Cocquio, dovuti alla presenza di due residenze (la prima per anziani e la seconda per disabili) che hanno aumentato esponenzialmente il numero dei contagiati. Anche in questa fascia di territorio, intanto, i Comuni si sono attivati per andare incontro alle famiglie in difficoltà attraverso la distribuzione dei buoni spesa per cui ogni amministrazione ha ricevuto fondi nella prima fase dell’epidemia. E in molti casi hanno attivato ulteriori iniziative di sostegno alle fasce deboli ma, ove possibile, anche al resto della popolazione (dalla fornitura di mascherine alle convenzioni con i negozi). Ecco dunque una carrellata di quanto sta avvenendo nel Medio Verbano.

LAVENO MOMBELLO

Il fondo del Governo all’amministrazione comunale è stato di €46.044,08 e a disposizione ci sono stati anche mille euro arrivati da donazioni private per l’emergenza. L’ufficio Servizi al Cittadino spiega che circa 80 nuclei familiari hanno ricevuto i buoni per un totale di circa 14mila euro, mentre circa 50 domande sono ad oggi in itinere. Inoltre, i dati sottolineano come circa tre quarti delle persone che hanno presentato domanda per ricevere i “Buoni Alimentari” non erano mai state in carico al servizio sociale.
Per quanto concerne la soglia di accesso invece, il comune ha stabilito che possono accedere al fondo i residenti che hanno avuto una modifica delle entrate per via dell’emergenza sanitaria e con una soglia di 6000 euro come saldo sul conto corrente; in base al numero dei componenti la famiglia, dei minori di 10 anni e della valutazione sociale, il servizio sociale stabilisce la quota dei buoni da erogare e da spendere nei tre supermercati di Laveno e nei sette piccoli negozi del paese che hanno aderito, tra cui panifici, la macelleria, la pescheria e la gastronomia.

SANGIANO

A Sangiano le richieste sono state più di una trentina, a fronte di una somma di circa 9 mila euro. Il sindaco Daniele Fantoni spiega che i contributi sono stati distribuiti alle famiglie seguendo criteri specifici e divisi per tre fasce di intervento. «Ora i soldi sono finiti, dobbiamo aspettare la seconda tranche da parte dello Stato». Nel frattempo l’amministrazione comunale e i servizi sociali hanno distribuito i “Buoni Spesa” a 35 unità familiari, 33 grazie ai fondi statali, i restanti grazie a dei buoni omaggio offerti dal supermercato Tigros. «Mi aspettavo una ventina di richieste, ne sono arrivate una decina in più. È un periodo difficile e cercheremo di aiutare e fare attenzione a tutti i nostri cittadini. Come amministrazione non abbiamo più fondi da utilizzare, in questo periodo abbiamo speso anche circa 5mila euro per le mascherine e 2mila euro per la sanificazione delle strade».

CARAVATE

A Caravate, 2500 abitanti, l’amministrazione del sindaco Nicola Tardugno ha provveduto alla distribuzione dei 16mila euro a propria disposizione, arrivati alle 45 famiglie in difficoltà del paese. Qui si sta pensando alla continuazione degli aiuti sfruttando una raccolta fondi locale coinvolgendo gli attori del territorio – chiesa, aziende, privati – sotto l’egida del Comune come abbiamo raccontato in QUESTO articolo.

CITTIGLIO

A Cittiglio il Comune ha distribuito per il momento poco oltre i due terzi del contributo statale per i buoni spesa (ognuno del quale del valore di 50 euro): 16.500 euro sui 24mila a disposizione. L’amministrazione ha mantenuto gli stessi criteri di assegnazione utilizzati in tempo normale, permettendo così a 87 nuclei familiari di ricevere il sostentamento. «In paese però la solidarietà non si è fermata – spiega il sindaco, Fabrizio Anzani – grazie alle associazioni come la Pro Loco e l’Oratorio che hanno raccolto e portato in Comune generi alimentari da distribuire ai meno abbienti». Alcune donazioni in denaro sono state gestite con la Protezione Civile e destinate all’acquisto di generi alimentari mentre alcune aziende hanno donato mascherine e visiere. «Ora dovremo gestire la Fase-2 e ci troveremo a fronteggiare ulteriori problemi per quelle categorie che non potranno ancora tornare al lavoro».

GEMONIO

La gran parte dei 17.250 euro erogati dal Governo sono stati già spesi anche a Gemonio, dove i residenti sono circa 3mila. Il Comune ha già distribuito 14.700 euro a 39 nuclei familiari: «Abbiamo variato la soglia di reddito sotto la quale era possibile fare richiesta per consentire di aiutare un numero di persone maggiore – spiega il primo cittadino, Samuel Lucchini – Oltre alle famiglie solitamente assistite dai servizi sociali, abbiamo così potuto aprire a un “secondo giro” di domande per il buono spesa». Sul territorio comunale non sono presenti però supermercati: l’amministrazione ha scelto così il punto vendita più vicino al confine, quello “Carrefour” di Cocquio che si trova sulla strada per Besozzo, come riferimento. Confermate nel frattempo le due convenzioni (presumibilmente sino a metà maggio) per la consegna a domicilio attivate fin dai primi giorni della pandemia: quella con il negozio di alimentari “La Posteria” e con la farmacia “Bianchi”. Anche a Gemonio, infine, sono giunte donazioni: alcuni privati hanno aiutato per la fornitura di mascherine mentre alcuni fondi sono stati destinati alla Scuola Materna.

COCQUIO TREVISAGO

Per Cocquio Trevisago, dove il virus ha colpito in maniera potente a causa dei contagi “esplosi” alla RSD Sacra Famiglia, la situazione degli aiuti alimentari è simile a quella di Caravate anche se su un numero doppio in termini di abitanti. Dopo aver distribuito i 27 mila euro di aiuti arrivati da Roma ha subito lanciato una raccolta di alimenti sufficiente a sostenere un “secondo giro” nelle famiglie in grave difficoltà economica che l’amministrazione ha individuato in una ottantina di nuclei. Così la biblioteca si è rapidamente trasformata in deposito alimentare a disposizione delle consegne della protezione civile (QUI un nostro approfondimento).

BESOZZO

Il nostro breve viaggio termina a Besozzo, che con Laveno è il centro maggiore della zona. I fondi per la solidarietà alimentare a disposizione della amministrazione sono stati 50.097,32 erogati dallo Stato, oltre 4.540 di donazioni da parte di privati e a 4.806 donati dal supermercato Tigros. Le richiesta di sostegno è stata fatta da 197 famiglie che sono state così aiutate da parte dei servizi sociali, un numero quattro volte superiore rispetto alle circa 50 famiglie aiutate abitualmente. Anche per questo motivo l’amministrazione guidata dal sindaco Del Torchio ringrazia coloro che hanno effettuato donazioni economiche o alimentari, aiutando il sostegno delle famiglie in difficoltà.

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Pubblicato il 03 maggio 2020
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