Norvel Pelle, cartoline dalla NBA: “Varese, stammi bene. Qui mi alleno con il migliore”

Intervista all'ex pivot della Openjobmetis che oggi gioca a Philadelphia insieme alla stella Embiid. «Per me è una grande opportunità. Dell'Italia parlo spesso con coach Joe Blair»

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Dalla Città Giardino a quella dell’Amore Fraterno, dagli allenamenti con Cavaliero e Kangur a quelli con Ben Simmons e Joel Embiid. Nel giro di quattro anni, la vita di Norvel Pelle è decisamente cambiata, stravolta, esplosa: arrivato a Varese nell’estate del 2016 come giovane (ma anche alta, atletica e acerba) speranza dei canestri, il pivot antiguano è oggi un giocatore della NBA e un componente di una squadra particolare, amata e soprattutto proiettata verso un futuro importante. I Philadelphia 76ers, il team che fu di Doctor J, di Charles Barkley e di Allen Iverson giusto per citare le grandi icone moderne della franchigia basata in Pennsylvania.

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Norvel Pelle, da Varese alla NBA 4 di 22

Nato il 3 febbraio del ’93, alto 2,08, un’incredibile propensione per schiacciate acrobatiche e stoppate pazzesche (col rischio di commettere troppi falli), Pelle ha firmato nello scorso febbraio un contratto “garantito” con Philadelphia, entrando a far parte in tutto e per tutto della squadra di coach Brett Brown dopo aver giocato con la squadra del Delawere (collegata proprio ai Sixers) nella lega di sviluppo e aver disputato le prime gare NBA da “precario” dei canestri.

Nel giorno della firma più importante della propria vita sportiva, Norvel si è trovato davanti… mamma e papà: con una mossa a sorpresa infatti (in questo gli americani sono maestri assoluti), i dirigenti dei 76ers hanno fatto volare a Phila i genitori di Pelle, con i quali il giocatore ha sempre avuto un rapporto strettissimo. L’ex pivot della Openjobmetis ci ha parlato di questo e di altro in questa intervista a distanza, concessa a VareseNews nei giorni del lockdown.

Norvel, prima di tutto torniamo a fine novembre e al suo esordio in NBA, al Madison Square Garden contro i Knicks. Cosa ha provato in quella giornata?

«Mi sentivo un po’ nervoso, senza dubbio, però sapevo esattamente cosa dovevo fare una volta in gioco. Devo dire che la camminata tra il nostro spogliatoio e il campo è stata un’esperienza strabiliante, ancora di più perché è avvenuta in un’arena storica dello sport qual è il Madison di New York».

In una intervista pubblicata sul sito dei Sixers si racconta della sua firma sul contratto garantito NBA. Anche quello è stato un momento molto emozionante, con l’arrivo inatteso dei suoi genitori…

«Avere accanto i miei genitori – Norvel sr. e Darlene – al momento della firma sul contratto è stato davvero speciale, ancor di più perché quella fu una sorpresa organizzata dalla società. Non me lo aspettavo».

Openjobmetis Varese - Red October Cantù 95-64
Sorrisi in biancorosso

Nei Sixers tra i suoi compagni di squadra ci sono autentiche superstar del basket mondiale. Joel Embiid è attualmente il pivot più forte della NBA: com’è allenarsi ogni giorno contro di lui?

«Senza dubbio, lavorare ogni giorno con il migliore e imparare da lui è per me una grande opportunità».

Da bambino, di quale franchigia NBA era tifoso?

«Più che di una squadra, da ragazzo ero tifoso dei singoli giocatori e i miei preferiti erano Kevin Garnett (che allora giocava a Minnesota, e poi ai Celtics dove ha vinto un campionato ndr) e Dwyane Wade (stella di Miami con cui ha vinto tre titoli ndr).

Nello staff dei Sixers c’è Joseph Blair che giocò a lungo in Serie A tra Biella, Pesaro e Milano. Con lui parlate dell’Italia qualche volta?

«Certo! Con coach Blair parlo spesso delle nostre esperienze in Italia. Entrambi abbiamo molti grandi ricordi legati al vostro Paese».

In Italia lei era conosciuto come specialista nella stoppata, qualità che è rimasta anche in NBA a giudicare dai filmati! La stoppata è un fondamentale che si allena? Cosa serve per diventare specialisti, oltre naturalmente all’atletismo?

«Ho sempre pensato che le qualità più importanti per essere un buon stoppatore siano l’istinto e il coraggio. La parte istintiva è naturale mentre il coraggio è qualcosa su cui si può lavorare. Bisogna essere disposti a esporre se stessi fisicamente e mentalmente per andare a stoppare un tiro, e alcuni giocatori non lo vogliono fare».

Openjobmetis - Ea7 Milano 82-98
Maynor? Un bravo ragazzo

Secondo lei, è più eccitante giocare per il pubblico europeo o per quello della NBA?

«Per la mia esperienza, sono entrambi meravigliosi perché sia l’uno sia l’altro hanno per il basket grande passione ma anche cultura e conoscenza della storia».

Nel suo periodo a Varese lei ha giocato insieme a due ex NBA: Eric Maynor e Chris Eyenga. Siete ancora in contatto? Ha parlato con loro quando è iniziata la sua carriera NBA?

«Sono entrambi due bravi ragazzi e due amici: ci teniamo tuttora reciprocamente in contatto».

Ci dica qualcosa sui suoi due allenatori a Varese: Paolo Moretti e Attilio Caja. Quanto sono serviti i due anni a Varese per crescere come giocatore?

«Innanzitutto amo il mio trascorso a Varese per quello che mi ha dato e mi è piaciuto giocare per entrambi gli allenatori. Di certo sono tecnici che hanno stili diversi e in carriera hanno avuto i loro successi».

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Contro i Cleveland Cavaliers / foto Sixers

Curiosità: a Varese lei vestiva la maglia numero 5, ora a Phila ha scelto il 14. Come mai?

«Il “mio” numero 5 era sempre occupato da qualche altro giocatore (ora lo veste Zhaire Smith ndr) e così ho preso il 14 per via della… somma: uno più quattro uguale cinque».

Come ha trascorso questo periodo di emergenza e lockdown causato dal Covid-19?

«Proprio come tutti gli altri sono stato concentrato sulla famiglia e facendo del mio meglio per rimanere in forma. Vorrei anche dire che spero che tutti gli appassionati e i tifosi di basket di Varese e d’Italia continuino a rimanere sani e a stare bene in questo periodo».

Norvel PELLE – Chi è

Le statistiche a Varese e nella NBA (elaborazione VareseNews)

Nato a St. John’s, capitale del piccolo stato caraibico di Antigua e Barbuda, Norvel Pelle si è trasferito da piccolo negli USA con la famiglia e lì ha iniziato a giocare a basket. Dopo il liceo in California, il pivot non ha frequentato il college ma nel 2013 si è comunque dichiarato eleggibile al draft NBA senza essere scelto. È però entrato nell’orbita dei Delawere 87’ers, squadra satellite di Philadelphia. Dopo una stagione a Taiwan e una in Libano, venne scovato da Varese: con la Openjobmetis ha giocato per una stagione e mezzo, tra l’estate 2016 e il febbraio 2018 per poi passare a Torino fino al termine del campionato. Prima di finire in via definitiva a Philadelphia ha giocato di nuovo con Delawere e in Libano, diventando anche membro della nazionale di quel Paese. Nell’estate 2019 i Sixers gli hanno sottoposto un contratto “two-way” con cui Pelle ha potuto alternare l’impegno con Phila a quello con Delawere; a febbraio 2020, finalmente, è entrato in pianta stabile nella rosa della formazione NBA.

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 25 maggio 2020
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