È Patrizia Baffi, Italia Viva, la presidente della Commissione d’inchiesta sul Covid

Alla terza convocazione, è stata eletta la presidente della “Commissione di inchiesta sull’emergenza Covid-19”, istituita dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. Dovrà completare i lavori entro 12 mesi. Dure le critiche dell'opposizione che abbandonano i lavori

Regione Lombardia

Alla terza convocazione, la “Commissione di inchiesta sull’emergenza Covid-19”, istituita dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale ai sensi dell’articolo 19 dello Statuto d’Autonomia della Lombardia e dell’articolo 52 del Regolamento generale, ha eletto il suo Presidente: è Patrizia Baffi (Italia Viva), lodigiana, che ha  ottenuto 46 voti.

A Jacopo Scandella (PD) sono andati 28 voti, 3 voti a Michele Usuelli (+Europa – Radicali), 2 le schede nulle.
Mauro Piazza (Forza Italia) è stato eletto Vice Presidente della Commissione, Elisabetta Strada (Lombardi Civici Europeisti) eletta infine come Consigliere Segretario.
“Come minoranze abbiamo chiesto l’istituzione di questa commissione d’inchiesta, la prima in Europa, perché consapevoli che dobbiamo fare chiarezza, verificare gli errori e appurare le responsabilità –ha detto Patrizia Baffi subito dopo l’elezione- ma credo anche che questa commissione rappresenti per Regione Lombardia una grande opportunità per contribuire a fare una autodiagnosi che ci aiuti a definire e individuare una cura efficace.  Auspico pertanto che si possano individuare e definire contributi e indirizzi per superare le carenze e i problemi che ci sono stati nel sistema regionale».

Nelle due precedenti sedute nessun componente aveva ottenuto la maggioranza assoluta dei voti: la scorsa settimana, su 79 voti rappresentati, 42 erano state le schede bianche, 28 voti erano andati a Jacopo Scandella (PD) e 9 voti a Michele Usuelli (+Europa – Radicali). Nella seduta di insediamento c’erano state 50 schede bianche, mentre 29 preferenze erano andate a Jacopo Scandella del Partito Democratico.
A norma di regolamento, il Presidente di una Commissione d’inchiesta deve essere espressione dei gruppi di minoranza e deve essere votato a maggioranza assoluta dei componenti della Commissione (41 il numero minimo di voti richiesto), secondo il principio del voto ponderato sulla base della consistenza numerica di ciascun gruppo consiliare.

La Commissione è composta da tre Consiglieri per i gruppi consiliari più consistenti (Lega, Forza Italia, Partito Democratico e M5Stelle) e da un Consigliere per gli altri gruppi; faranno parte della Commissione Roberto Anelli, Marco Mariani e Alessandra Cappellari (Lega), Gianluca Comazzi, Mauro Piazza e Ruggero Invernizzi (Forza Italia), Marco Fumagalli, Monica Forte e Gregorio Mammì (M5Stelle), Gianantonio Girelli, Carmela Rozza e Jacopo Scandella (PD), Franco Lucente (FdI), Luca del Gobbo (NcI), Manfredi Palmeri (Energie per la Lombardia), Giacomo Cosentino Basaglia (Lombardia Ideale), Viviana Beccalossi (Gruppo Misto), Elisabetta Strada (Lombardi Civici Europeisti), Patrizia Baffi (Italia Viva) e Michele Usuelli (Più Europa – Radicali).

La Commissione, la cui istituzione era stata richiesta da tutti i Consiglieri di minoranza, nello svolgimento del proprio lavoro avrà come oggetto specifico l’analisi e la valutazione della gestione dell’emergenza sanitaria da Covid-19 in Regione Lombardia.
Dovrà concludere i propri lavori entro 12 mesi dall’insediamento.

Critico il consigliere del PD Samuele Astuti: «Il voto di Lega e alleati per la presidenza della commissione d’inchiesta è un attacco istituzionale, non politico. La maggioranza in Consiglio Regionale sostiene e sceglie al vertice della commissione d’inchiesta sull’emergenza Covid-19, un rappresentante delle minoranze che dalle minoranze ha preso un solo voto, il suo. Quanto è successo è molto grave e dimostra, nei fatti, la paura della maggioranza di Regione Lombardia di confrontarsi con il proprio operato durante la gestione dell’emergenza. La Lega e i suoi alleati si sono scelti una presidenza di comodo, sancita a tavolino secondo logiche chiaramente anti-istituzionali, in quanto non viene rispettata la regola che, come si legge nello Statuto, prevede che il presidente sia presentato dalla minoranza. È chiaro che questa elezione è  mossa più dalla volontà di affossare responsabilità politiche, sociali e umane che dal dare la possibilità ai cittadini lombardi di capire cosa è realmente successo. Per quanto ci riguarda la commissione finisce qui». 

Molto critico anche Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia: «Con l’elezione di una presidenza non neutrale, la Commissione d’inchiesta non ha senso di esistere: è una farsa. Alle minoranze spetta la presidenza della Commissione e le nostre indicazioni,  con 28 voti su di un candidato, sono state chiarissime. La maggioranza ha eletto una sua candidata, che fa parte di Italia Viva, partito che oggi entra  a tutti gli effetti nel centrodestra.  Non parteciperemo ai lavori di una Commissione d’inchiesta che non offre nessuna garanzia per una valutazione imparziale della gestione dell’emergenza Covid-19 della Regione Lombardia e un discorso complessivo sulla sanità lombarda. Per parte nostra stiamo valutando la possibilità di avviare un gruppo di lavoro delle minoranze sulla pandemia».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 maggio 2020
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  1. Scritto da Claudio Pozzetti

    Per fortuna è stata eletta una persona imparziale… sicuramente toglierà il velo alla tante lacune di questa gestione.

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