“Perché in Lombardia si fanno meno tamponi che in altre regioni meno colpite?”

Il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti commenta i dati diffusi oggi dalla fondazione Gimbe - un’istituzione in materia di ricerca in ambito sanitario - in merito al numero di tamponi naso faringei fatti dalle diverse regioni italiane

tamponi

“I dati diffusi oggi dalla fondazione Gimbe sono molto interessanti. La Lombardia, che è la Regione di gran lunga più colpita dal virus, sta facendo meno tamponi al giorno di altre otto regioni italiane, più le due province autonome. Non solo il Veneto, quindi, ma anche l’Emilia Romagna, il Piemonte, la Liguria e perfino l’Umbria fanno meglio di noi. Nonostante gli annunci dell’assessore Gallera, in Lombardia il controllo sui pazienti Covid, sui loro contatti e sui lavoratori esposti è ancora molto limitato, e questo è un problema, soprattutto in questa delicata fase di riapertura condizionata nella quale un nuovo aumento dei contagi e dei ricoverati rischierebbe di riportarci al lockdown”.

Così il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti commenta i dati diffusi oggi dalla fondazione Gimbe – un’istituzione in materia di ricerca in ambito sanitario – in merito al numero di tamponi naso faringei fatti dalle diverse regioni italiane, messe in una scala con cui sono stati testati altri Paesi europei. Suddivise in quattro classi (oltre i 250 tamponi al giorno ogni 100mila abitanti; tra 130 e 249; tra 100 e 129; tra 60 e 99; inferiori a 60). Ecco i dati:

  • Classe 1 (>250): nessuna regione
  • Classe 2 (130-250): Provincia autonoma di Trento, Valle D’Aosta, Provincia autonoma di Bolzano, Veneto, Friuli-Venezia Giulia
  • Classe 3 (100-129): Piemonte, Emilia-Romagna, Umbria, Liguria
  • Classe 4 (60-99): Lombardia, Marche, Basilicata, Toscana, Molise, Abruzzo, Lazio
  • Classe 5 (<60): Sardegna, Calabria, Campania, Sicilia, Puglia

Come scrive la stessa Fondazione Gimbe, “I dati confermano la resistenza di alcune Regioni ad estendere massivamente il numero di tamponi, in contrasto con raccomandazioni internazionali, evidenze scientifiche e disponibilità di reagenti.”

Tra queste Regioni c’è la Lombardia, la Regione che conta 80mila contagiati ufficiali e oltre 14mila morti. Nella sua relazione il presidente Nino Cartabelotta solleva una critica importante: «Chiediamo al Ministero della Salute  – spiega – di inserire tra gli indicatori di monitoraggio della fase 2 uno standard minimo di almeno 250 tamponi diagnostici al giorno per 100.000 abitanti. Il Governo infatti, oltre a favorire le strategie di testing, deve neutralizzare comportamenti opportunistici delle Regioni finalizzati a ridurre la diagnosi di un numero troppo elevato di nuovi casi che, in base agli algoritmi attuali, aumenterebbe il rischio di nuovi lockdown».

Ed è questa la dichiarazione che ha fatto scattare l’intervento di Astuti: “Se la spiegazione fosse quella che dà Cartabellotta – conclude Astuti – sarebbe gravissimo.”

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 Maggio 2020
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