Il Rilancio va in bici: nuovi spazi in città e buono da 500 euro

Nel Decreto Rilancio nuove risorse specifiche per la mobilità sostenibile individuale, a pedali ed elettrica, e modifiche al Codice della Strada: fissati i criteri. No invece a fondi specifici per le ciclabili

bicicletta elettrica e-bike

Bonus per le biciclette, ma anche nuovi spazi ciclabili sulle strade (da molto tempo chiesti dalle associazioni), più mobility manager per coordinare i movimenti casa-lavoro nelle aziende. L’Italia punta sulla bicicletta e, dentro all’emergenza Covid, s’intravedono scelte decise.

Anche se pesa l’assenza di risorse specifiche destinate ai Comuni per realizzare nuove ciclabili.

L’aspetto di cui si è parlato di più – a volte anche contrapponendolo alle esigenze – è il  “buono mobilità” per l’acquisto di bici e mezzi di micromobilità elettrica, vale a dire monopattini e simili. Il bonus sarà “retroattivo”, cioè valido anche per gli acquisti effettuati a partire dal 4 maggio 2020 (e fino al 31 dicembre 2020), valore massimo 500 euro ma con una copertura percentuale del 60 per cento della spesa (quindi per avere 500 euro bisognerà spendere almeno 833 euro).
C’è soprattutto un vincolo territoriale: bisogna essere residenti maggiorenni nei capoluoghi di Regione, nelle Città Metropolitane, nei capoluoghi di Provincia e nei Comuni con popolazione superiore a 50 mila abitanti.

Basterà a convincere molti a passare alla bici, anche nell’ottica di non sovraccaricare i mezzi pubblici in città? Di certo il timore del Covid-19 sta già generando una ripresa dei movimenti in bici: da casa al lavoro, per le commissioni, per le stesse consegne a domicilio che per molti negozi ora sono obbligate ma che comunque si prevede avranno un boom nei prossimi mesi.

Generico 2018
Monica e Paolo Peviani della valigeria Canevari di Milano: riaprono da lunedì 18 maggio e prevedono di usare la bici per una parte delle consegne

Altro punto, le modifiche al Codice della Strada, su cui sembrava esserci un forte ostacolo – evidentemente superato – da parte degli uffici ministeriali: viene introdotta la la “Casa avanzata”, vale a dire una linea di arresto (ai semafori) dedicata alle biciclette, in posizione appunto avanzata rispetto alla linea di arresto per tutti gli altri veicoli per garantire maggior sicurezza alla circolazione delle biciclette. Viene introdotto anche il concetto di “corsia ciclabile”, vale a dire una parte di strada segnalata visivamente ma non separata come sono le piste ciclabili vere e proprie. D’altra parte – ed è uno dei punti critici del Decreto – non sono previste risorse aggiuntive per i Comuni per tracciare nuove ciclabili (da Milano a Parma, non mancano già i cantieri aperti).

Altro aspetto rilevante, l’incentivo alle figure dei mobility manager, vale a dire delle figure aziendali che devono agevolare gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti, nel segno della condivisione. Il potenziamento di questa figura – che purtroppo in diversi casi è solo sulla carta – è definito da nuove regole: le riporta in modo chiaro il sito BikeItalia, che dà indicazioni sintetiche ma essenziale anche sugli altri punti del Decreto.

 

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 14 maggio 2020
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